Bari-Crotone, Del Grosso: "Avversario pericoloso, Potenza primo è stato inaspettato"
Alla vigilia della sfida di domenica al San Nicola, Alessandro Del Grosso mette in guardia dal Crotone ultimo in classifica e legge gli equilibri del Girone C, dove il Potenza capolista ha sorpreso tutti.

Domenica pomeriggio al San Nicola arriva il Crotone, fermo a zero punti dopo la penalizzazione di sei lunghezze inflitta dal giudice sportivo. Sulla carta è l'ultima della classe, ma per Alessandro Del Grosso non è un avversario da prendere sotto gamba: "È un avversario pericoloso. Bisogna stare attenti, come al serpente quando gli schiacci la testa, ma la cui coda si muove ancora. Non hanno niente da perdere e devono solo fare risultato. È una squadra arcigna e scorbutica, contro cui serve giocare con la testa giusta. I loro 'zero punti' non sono da sottovalutare".
Il Bari arriva all'appuntamento da secondo in classifica con 19 punti dopo nove giornate, a una lunghezza dalla vetta occupata dal Potenza, che però ha giocato una partita in meno. Proprio sulla capolista lucana Del Grosso non nasconde la sorpresa: "Negli ultimi anni stanno arrivando sempre più squadre con rose ampie, con molti giocatori che accettano 'l'intermedio', ovvero la titolarità come la panchina. In altre parole, i gruppi omogenei, fatti da giocatori che corrono e gestiti bene. Il nome forse serviva qualche anno fa: un tempo affrontare il Bari metteva paura, ora diventa un'occasione per dimostrare il proprio valore. Vedi il Potenza: non mi aspettavo potesse essere primo, ma non dobbiamo essere corti mentalmente. Hanno trovato il giusto mix di giovani e grandi. Squadre come queste rendono bello ed equilibrato il Girone".
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Il discorso si allarga inevitabilmente alla questione societaria, con il progetto di rigenerazione degli stadi baresi portato avanti da Gregory Vaughn attraverso Stadio&Co S.r.l. Per Del Grosso il tema stadi e quello della proprietà vanno tenuti distinti, ma la cautela resta la stessa: "Se il cambio c'è e va bene, è un conto, ma, negli ultimi anni, gente che veniva da fuori ha floppato. Son dell'idea che bisogna tenersi cari chi si ha, a maggior ragione se dimostrano di voler fare bene. In questa società, ogni componente deve, o dovrebbe, fare un passo indietro e venirsi incontro per il bene del Bari, che rimane lì, al di là di chi lo gestisce o vi gioca o lo tifa".
Del Grosso oggi lavora al Pomezia, dove ricopre il ruolo di Direttore Tecnico del settore giovanile, agonistico e scuola calcio: "Mi sono messo a disposizione dei vari allenatori, così che tutti possano crescere. Cerco di dare ciò che, ad esempio, Fascetti, Zeman, Colomba o Delio Rossi mi hanno insegnato, fornendo a tutti le giuste basi". Un osservatorio che gli permette una lettura precisa del clima giovanile, tutt'altro che rassicurante: "Viviamo una fase di stallo, tendente più al negativo che al positivo. Molti genitori continuano a pensare che i loro figli siano Maradona, si lamentano con le società quando non giocano e combinano il patatrac in tribuna se subiscono fallo. Molti ragazzi hanno paura di arbitrare, perché vengono aggrediti, fischiati, si ritrovano contro 22 giocatori, pubblico, società. Si finisce in un sistema della baraonda e del casino. Lo sport dev'essere aggregazione, deve portarti via dalla realtà quotidiana. Serve farsi un esame di coscienza".
Parole che arrivano mentre il Bari prova a blindare il secondo posto e a restare agganciato a un Potenza capolista con una gara in meno. Dopo il 2-0 rifilato al Giugliano, la squadra di Rastelli ha avuto due giorni di riposo e riprenderà gli allenamenti martedì 13 ottobre, in vista di una sfida che il monito di Del Grosso inquadra per quello che è: non un turno di riposo contro l'ultima della classe, ma un test da affrontare con la guardia alta.
Fonte: TuttoBari




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