Lecce, la Juve cerca certezze in un 3-5-2 più prudente tra le assenze: Cambiaso a destra, Lucumí a sinistra
Spalletti si presenta al Via del Mare senza Çelik e González e, dopo i confronti interni, punta su un assetto più abbottonato. Le scelte di Cambiaso e Kalulu sugli esterni, dicono le indicazioni della vigilia, sono quasi obbligate.

Domani alle 18 al Via del Mare, con ogni probabilità, la Juve ripartirà da un 3-5-2. Un assetto più abbottonato, pensato prima di tutto per dare certezze a un gruppo che ne ha perse parecchie nelle ultime due settimane: lo 0-3 con la Lazio, i fischi dell'Allianz Stadium, il 2-2 col Rennes in cui siamo passati in vantaggio al 5' e siamo finiti sotto all'intervallo.
Si ritorna sempre lì, ai confronti interni e poi esternati, durante i quali Spalletti ha lasciato spazio soprattutto alla squadra, per capire il momento e scrutare gli animi. Non immaginava, certo, di affrontare Lecce con tutte queste assenze: Çelik fuori tre settimane per la lesione al bicipite femorale sinistro, González fermo un mese. Bisognerà pescare qualche virtù tra le mille necessità.
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Le corsie, il centrocampo
Il tema sono gli esterni. Con Çelik e González out, sulle corsie restano Cambiaso e Kalulu: Kalulu potrebbe allargarsi a tutta fascia, con Cambiaso dall'altra parte. Se Gatti rientrasse dal 1' in difesa, la linea potrebbe riassestarsi con Bremer in mezzo e Lucumí pronto a rilevare Kelly a sinistra. Nel momento che stiamo vivendo, l'idea è non affidare un compito così delicato a un'ala offensiva.
In mezzo si immagina Douglas Luiz in cabina di regia, con Koopmeiners costretto a stargli accanto e McKennie ancora tra le linee, a cercare di diventare un ibrido: il vero supporto per le due punte, magari partendo dall'out destro.
In avanti la possibilità di rivedere due attaccanti è decisamente forte. Un motivo è il buon momento di Woltemade, tre gol e un assist in Europa League ma ancora nessuna rete in campionato. L'altro è dare un'altra occasione a Kolo Muani, che non ha segnato né con la Lazio né col Rennes e che con González disponibile avrebbe rischiato la panchina.
La nostra lettura è scomoda: una squadra che si chiude per ritrovare sicurezza, e che lo fa per forza di cose, dice quanto sia corta la coperta. Il Lecce di Di Francesco è dodicesimo con 9 punti e con una vittoria ci passerebbe davanti: siamo noni con 11, a otto lunghezze dalla vetta. Domani non basta un assetto prudente: serve una partita che finalmente tenga insieme quello che costruiamo e quello che concediamo.
Fonte: Tuttosport




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