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Difesa a tre e McKennie dietro due punte: il piano di Spalletti per il Rennes

Alla Continassa si ragiona su un 3-4-1-2 da provare già giovedì alle 18:45 in Europa League: più densità davanti a Vicario e un compagno per Kolo Muani, con Yıldız e Conceição fuori. Un cambio che arriva dopo lo 0-3 con la Lazio e che dice molto su quanto poco regga l'impianto visto finora.

Allianz Stadium dal Colle della Maddalena
Allianz Stadium dal Colle della Maddalena — Foto: Matteo Aresca 05 · CC BY-SA 4.0

Difesa a tre, McKennie trequartista e due punte. È la strada che Spalletti sta valutando alla Continassa per uscire dalla crisi aperta dallo 0-3 con la Lazio, e il banco di prova sarebbe immediato: Juventus-Rennes, giovedì 22 ottobre alle 18:45 all'Allianz Stadium, terza partita del girone di Europa League. L'idea è un 3-4-1-2 con McKennie dietro le punte e uno tra Nico González e Woltemade al fianco di Kolo Muani. Il punto di partenza è semplice e brutale: non subire gol, perché una stagione non può bruciarsi dopo due mesi.

La diagnosi è quella che tutti abbiamo fatto domenica sera. Con la Lazio la Juventus ha tenuto il 58% di possesso e ha chiuso con due tiri nello specchio, mentre i biancocelesti hanno segnato con tutti e tre i loro tiri in porta: Provstgaard al 37', Isaksen al 66', Dele-Bashiru all'89'. Vicario non ha fatto una parata, non perché non ci fosse pericolo ma perché ogni pallone arrivato dalle sue parti è finito dentro. Sei fuorigioco contro uno, un attacco che si muove a vuoto e una difesa che non copre: da qui nasce la richiesta di più densità davanti all'area.

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Il secondo nodo è la solitudine di Kolo Muani. Il numero 9 ha segnato tre gol nelle ultime due uscite, compreso quello al 90' di Vigo su assist di Cambiaso, ma in area si ritrova troppo spesso isolato. A Vigo era l'unico centravanti, con Douglas Luiz, McKennie e Sarr in mezzo; con la Lazio Spalletti ha mandato in campo Conceição, Alajbegović e Woltemade davanti e il risultato lo conosciamo. Ora la scelta di affiancargli un compagno diventa quasi obbligata: senza Yıldız, lungodegente, e senza Conceição, fermo per la lussazione alla spalla sinistra fino alla sosta di novembre, gli esterni titolari non ci sono. Le due punte non nascono da una convinzione, nascono da un'infermeria.

Qui sta la parte che ci fa discutere. Alla vigilia della Lazio Spalletti aveva liquidato il tandem Woltemade-Kolo Muani con una battuta: «Wolte-Kolo è un picchiettino». Quattro giorni e tre gol subiti dopo, quello stesso tandem, o la variante con Nico González, è il cuore del nuovo piano. Ben venga il cambio, ma allora la domanda è perché servisse uno 0-3 in casa per arrivarci, quando a Vigo e a Cagliari i due centravanti insieme avevano funzionato meglio che da soli. Chi allena risponde delle scelte, e la scelta di domenica è stata un'altra.

C'è poi il capitolo Woltemade, che pesa. Il 27 è a secco in campionato ed è stato bersaglio dei cori dell'Allianz Stadium domenica, mentre a Vigo ha trovato il gol. Metterlo accanto a Kolo Muani significa chiedergli di reggere il peso dello Stadium in una serata in cui un altro passo falso, come ha fatto capire la società tenendo Spalletti «per ora», riaprirebbe tutto. L'alternativa Nico González porta meno centimetri e più movimento. È una scelta che dirà del coraggio dell'allenatore più del modulo in sé.

La parte sui colloqui con i giocatori di maggior peso resta per ora senza nomi e senza contenuti, e noi non ne aggiungiamo. Quello che conta è il calendario: Rennes giovedì, poi Lecce domenica 25 ottobre alle 18, con la Juventus ottava a 11 punti dopo sette giornate e il campionato già a 8 punti dalla vetta. Il nuovo assetto ha un'uscita di prova e nessuna rete di protezione.

Se il 3-4-1-2 regge, Spalletti si è comprato tempo. Se non regge, il modulo sarà l'ultima cosa di cui si parlerà.

Il video ufficiale

Fonte: Sportmediaset

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