Un anno di Spalletti: 18 vittorie in 36 partite di campionato e meno punti di Inter, Roma e Milan
Da quando Spalletti siede sulla panchina bianconera, la Juventus ha raccolto meno punti delle altre big e solo il Napoli resta al suo livello. La partenza di quest'anno è tra le peggiori dell'ultimo quarto di secolo.

Diciotto vittorie su 36 partite di Serie A: la metà esatta. È il bilancio di Luciano Spalletti in campionato, contando le 29 giornate del 2025/26 e le prime sette di questa stagione. Aggiungendo le coppe il quadro cambia poco: 25 vittorie in 47 partite. Dopo lo 0-3 con la Lazio, con la Juventus ottava a 11 punti, i numeri non ci lasciano molto margine di interpretazione.
Il confronto più scomodo è quello con le altre big. Da quando Spalletti è stato scelto, il 30 ottobre 2025, Inter, Roma e Milan hanno raccolto più punti dei bianconeri. Solo il Napoli, che ha un inizio di stagione deludente anche lui, si ferma allo stesso livello. Ha fatto più punti della Juve anche il Como di Fabregas, che big non è ancora. Noi siamo la squadra che deve rientrare in Champions e ci ritroviamo dietro a chi quel posto lo sta occupando.
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Il ritmo di Motta, appena meglio di Tudor
Prendiamo gli ultimi 15 anni, dal 2011 e dall'arrivo di Conte, ed escludiamo le parentesi ad interim di Brambilla (una partita) e Montero (due). In campionato la Juve di Spalletti viaggia a un passo molto simile a quella di Thiago Motta, che in proporzione vinceva meno ma perdeva anche meno. È solo leggermente meglio di quella di Tudor. Le squadre di Conte, Allegri, Sarri e persino Pirlo sono lontanissime. Quando il termine di paragone migliore sono i due allenatori che la società ha deciso di non tenere, la domanda è inevitabile.
La partenza di quest'anno entra tra le peggiori dal 2001: meglio di 11 punti dopo sette giornate hanno fatto tutte tranne tre stagioni. Nel 2015/16 erano 8 punti, e poi arrivò lo scudetto con una rimonta clamorosa. Nel 2008/09, con Ranieri, furono 9 e il campionato finì al secondo posto. Nel 2022/23, con l'Allegri-bis, furono 10 e il finale fu il settimo posto. Tre delle peggiori partenze recenti sono capitate negli ultimi 6 anni, e anche un anno fa Tudor venne esonerato dopo le prime otto giornate. Il declino viene da lontano, e finora nemmeno Spalletti ha trovato il rimedio.
Il dato più pesante, per noi, sono le parole dopo la Lazio. A chi gli chiedeva se la squadra lo segue ancora, Spalletti ha risposto: «Fino a ieri avrei detto di sì, oggi non lo so». Poi ha corretto: «Penso di sì, ma devo ripensare a quello che ho fatto». Resta la fiducia nel gruppo: «Dobbiamo trovare qualcosa di differente, dobbiamo frugarci dentro e tirar fuori qualcosa dalla propria fame, dalla propria voglia di reagire».
Un allenatore che dice «oggi non lo so» sul proprio spogliatoio, con 36 partite di campionato alle spalle, non ha più il vantaggio del tempo. Giovedì alle 18:45 all'Allianz Stadium arriva il Rennes in Europa League, poi domenica 25 ottobre alle 18 la trasferta di Lecce: sono le prossime due occasioni per capire se quella reazione, invocata a parole, si vede in campo.
Il video ufficiale
Fonte: Sky Sport



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