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Gattuso riapre il 23 maggio 2021: «Pareggiando arrivavamo secondi, fu una mazzata»

Dal palco del Festival dello Sport di Trento l'ex allenatore azzurro è tornato sul pareggio con il Verona che costò al Napoli la Champions League, poi ha ricordato il Mondiale 2006 vinto con Lippi.

Gattuso
Gattuso — Foto: goal.com

Gennaro Gattuso, al Festival dello Sport di Trento, ha scelto di riaprire una ferita che a Napoli non si è mai davvero chiusa: il pareggio del 23 maggio 2021 contro il Verona, quello che costò agli azzurri la qualificazione in Champions League. «Se pareggiavamo arrivavamo secondi, siamo arrivati quinti, una mazzata incredibile», ha detto dal palco, senza girarci intorno.

I fatti di quella sera restano scolpiti. Il Napoli di Gattuso andò in vantaggio al 60' con un gol di Amir Rrahmani — oggi ancora numero 13 della rosa azzurra — ma il Verona di Ivan Jurić pareggiò nove minuti più tardi con Faraoni. Con quell'1-1 gli azzurri scivolarono al quinto posto in classifica, e il quarto posto, quello buono per la Champions, finì alla Juventus, che si impose a Bologna.

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A distanza di cinque anni, la scelta di Gattuso di tornare proprio su quel pomeriggio dice quanto quella serata abbia pesato anche nella sua testa, non solo nei bilanci del club. È lo stesso obiettivo — la Champions, non più come traguardo ma come soglia minima — che oggi la società ha fissato ad Allegri con il quarto posto. La frase di Gattuso, letta da qui, suona come un avvertimento su quanto costi un solo punto lasciato per strada: a Napoli, su quel fronte, non si perdona.

Dal rimpianto più recente della sua carriera in panchina, Gattuso è passato a quello più lontano da calciatore: il Mondiale 2006 vinto con la Nazionale di Marcello Lippi, in piena bufera Calciopoli. «Siamo partiti che ci tiravano i pomodori per i problemi di Calciopoli, ma piano piano siamo arrivati dove siamo arrivati. Vittoria storica, l'artefice è stato un uomo solo: Marcello Lippi, che ha fatto di tutto per creare un gruppo», ha raccontato.

Due episodi opposti per esito — una vittoria mondiale, una qualificazione sfumata — ma uniti dallo stesso filo: per Gattuso il calcio si decide nei dettagli che nessuno controlla fino in fondo, un gol al 69' o un gruppo costruito pezzo per pezzo. Dei due, a Napoli, resta inciso soprattutto il primo.

Fonte: AreaNapoli

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