Manna, oltre 300 milioni in cinque sessioni di mercato: il conto che a Napoli nessuno presenta al ds
Otto acquisti nell'estate 2024, undici nel 2025 tra estate e gennaio, due nell'ultima finestra: mentre si discute solo della panchina di Allegri, i numeri del mercato di Giovanni Manna raccontano una spesa enorme e troppi giocatori che non hanno reso.

Si è discusso di tutto, in questi tre giorni dopo il 1-0 di Venezia: della panchina di Massimiliano Allegri, del ritiro, dello spogliatoio. Di Giovanni Manna quasi nessuno. Eppure c'è un numero che pesa quanto il nono posto con 10 punti in 7 giornate: oltre 300 milioni di euro di cartellini spesi dal direttore sportivo in cinque sessioni di mercato, da quando è arrivato nel maggio 2024. E la cena informale tra Aurelio De Laurentiis, Allegri e il ds, andata in scena in queste ore, dice che il bilancio di quella spesa non è più un argomento da bar.
La prima sessione è quella dell'estate 2024, con Antonio Conte appena arrivato e lo scudetto alla fine della stagione: otto acquisti per 158 milioni. Buongiorno dal Torino per 35,3 milioni, Neres dal Benfica per 28, Gilmour dal Brighton per 14, Rafa Marín dal Real Madrid per 10, Spinazzola a parametro zero. Poi, dopo la sconfitta di Verona alla prima giornata, i due colpi che ancora oggi restano i migliori della gestione: McTominay dal Manchester United per 30,5 milioni e Lukaku dal Chelsea per 30,7. A quei due, al massimo, si può accostare Højlund. Il resto della lista è lì da rileggere con gli occhi di oggi.
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Quella campagna costò così tanto che il gennaio successivo fu a costo zero, nonostante la cessione di Kvaratskhelia al PSG: solo prestiti, Scuffet dal Cagliari, Billing dal Bournemouth, Okafor dal Milan. Di quella finestra resta un gol, quello di Billing nei minuti finali del pareggio con l'Inter, pesantissimo nella corsa allo scudetto.
L'estate 2025, la seconda di Conte e la prima con lo scudetto sul petto, è stata la più faraonica: nove acquisti e oltre 150 milioni per allargare la rosa in vista della Champions. Milinković-Savić dal Torino per 21 milioni totali, con Meret retrocesso a vice. Marianucci dall'Empoli per 9, Beukema dal Bologna per 31, Gutiérrez dal Girona per 18 a completare la rifondazione della difesa. De Bruyne a parametro zero, Lang dal PSV per 25, Lucca dall'Udinese per 35. Elmas in prestito a 2 milioni con riscatto a 16,5 non esercitato, Højlund in prestito oneroso a 6 milioni con riscatto a 44 esercitato nel finale della scorsa stagione. A gennaio altri soldi: Giovane dal Verona per circa 20 milioni bonus inclusi, Alisson Santos dallo Sporting per 3,5 milioni di prestito e 16,5 di riscatto pagati in estate.
E qui si arriva all'ultima finestra, la prima di Allegri, chiusa il 1° settembre: riscattati Højlund e Alisson, in cassa è rimasto poco. Due soli acquisti, Favasuli dal Catanzaro per 7 milioni totali tra prestito e riscatto e Badiashile dal Chelsea in prestito oneroso a 3 milioni con riscatto a 27, nonostante i 26 milioni incassati per Gutiérrez dal Bayer Leverkusen. Allegri alla vigilia del Bodø/Glimt ha detto che il mercato è chiuso, ed è vero. Ma è chiuso anche perché nelle due estati precedenti sono stati spesi più di 300 milioni.
Il punto non è la cifra in sé: con due scudetti in tre stagioni questo club i soldi li ha generati. Il punto è che cosa ha prodotto. Beukema, pagato 31 milioni, ha fatto l'esordio stagionale solo a Venezia. Lucca, 35 milioni, è scivolato a terza scelta dietro Giovane e il Torino ci sta già riprovando per gennaio. Rafa Marín è arrivato a 10 milioni due estati fa e ha giocato titolare al Penzo in una squadra che ha perso contro chi non aveva ancora vinto. Alisson Santos, riscattato a 16,5, si è fermato di nuovo dopo 20 minuti e ha una lesione al bicipite femorale. Lang è entrato nel caso del riscaldamento interrotto. Sono fatti, non giudizi, e messi in fila disegnano una rosa costruita a strati, mai davvero scelta.
Lo diciamo da tifosi che quel mercato lo hanno festeggiato pezzo per pezzo: chi allena risponde delle scelte, chi costruisce la rosa risponde della rosa. Se stasera alle 21 al Maradona contro il Bodø/Glimt il Napoli dovesse perdere ancora, la domanda non può fermarsi ad Allegri.
Anche il direttore sportivo ha un conto da presentare.
Fonte: Il Napolista



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