Il Napoli non sa difendere un vantaggio, e la colpa è di chi lo gestisce
Avanti 2-0, poi 3-2 a otto minuti dalla fine: il Napoli lascia ancora per strada una partita in casa contro una pari-grado.

Il punto contro la Roma va letto per quello che è: una partita che il Napoli aveva in mano e non ha saputo tenere. Anguissa al 28' e McTominay al 48' avevano portato la squadra sul 2-0 al Maradona, contro una diretta concorrente per le posizioni che contano. Da lì in poi la gara è passata di mano, e il pareggio non si può leggere come un buon risultato strappato: è un'occasione persa, la seconda in pochi giorni di una stagione che finora ha dato poco da stare tranquilli.
I numeri raccontano una squadra che ha subito. Possesso 40% contro 60%, tiri 15 contro 24, corner 2 contro 11: la Roma ha tenuto il pallino per gran parte della gara. Il Napoli ha tirato in porta più volte (9 a 4), ma questo non basta a coprire il fatto che la partita l'ha condotta l'avversario. Dopo il 2-0 la squadra si è abbassata e ha lasciato campo. Soulé al 69' e Balerdi al 74' hanno rimesso tutto in discussione, con due gol arrivati nel giro di cinque minuti. È il nodo che la piazza denuncia da settimane: una difesa che a ogni pressione si sfalda e un gioco che, quando passa in vantaggio, non sa cosa fare del vantaggio.
Leggi anche Il vantaggio del Napoli dura 28 minuti, poi si ferma
Qui le responsabilità sono di chi allena. Allegri ha cambiato Badiashile con Beukema già al 52', subito dopo il 2-0, poi ha inserito Giovane, e al 79' ha tolto De Bruyne per Lobotka, con la gara sul 2-2. Può essere una scelta per proteggere il risultato, ma il risultato non è stato protetto: McTominay al 83' ha riportato avanti il Napoli, e Balerdi, entrato al 58' per la Roma, ha pareggiato di nuovo all'89'. Un cambio che toglie qualità per coprire non regge, se poi i gol si subiscono lo stesso. Resta anche l'espulsione di Allegri al 90': un'uscita dalla partita che certifica il nervosismo di una serata chiusa male.
Il quadro in classifica è quello di una squadra al sesto posto con 13 punti dopo 8 giornate, con la Roma terza a 17 e la vetta a 19. Per un club che dopo due scudetti in tre stagioni chiede di stare davanti, perdere due punti in casa contro una pari-grado dopo essere stati avanti di due gol è il tipo di risultato che la piazza non perdona. Non serve fare processi: servono una linea difensiva che regga quando la partita si fa dura e una gestione dei cambi che non regali all'avversario l'inerzia.
Mercoledì 28 alle 20:45 c'è il Monza, in trasferta. Non è una partita in cui si può ripartire da zero: si parte da ciò che si è visto con la Roma. Se il Napoli vuole essere davvero una squadra di vertice, deve dimostrare di saper chiudere le gare che ha già in mano, e spetta ad Allegri trovare il modo di farlo.




La parola alla Curva
Nessuno ha ancora parlatoPer commentare entra nella Curva — gratis, senza password.