Domenica 4 ottobre 2026 · Serie C · Girone CSito non ufficiale dei tifosi biancorossi
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Il Bari tiene per un'ora, poi si scioglie nel finale

Avanti con Butic dal 10' e in partita fino all'80', il Bari si fa rimontare in cinque minuti da due subentrati: un problema di tenuta, non di talento.

Salernitana-Bari A Salerno il Bari si scioglie in cinque minuti
Salernitana-Bari A Salerno il Bari si scioglie in cinque minuti — Grafica Arena Bari

Per settanta minuti il Bari ha retto il campo contro una delle squadre più strutturate del girone: 20 tiri contro 18, 6 in porta pari con la Salernitana, nonostante i granata comandassero possesso (65%) e corner (9-6). La differenza di valore di cui si parlava alla vigilia, in campo, non si è vista fino all'ottantesimo. Poi, in cinque minuti, è arrivato il tracollo: ed è lì che va letta la partita, non nel rigore di Butic che l'aveva aperta.

Il turning point ha un orario preciso: il 69', quando la Salernitana manda in campo insieme Lescano e Djamanca. Quattordici minuti dopo segna Lescano (assist di Vitale), cinque minuti più tardi pareggia il conto Djamanca (assist di D'Ursi). Due giocatori entrati nello stesso minuto decidono la partita. Il Bari, nella stessa fase, cambia con Grgic per Darboe al 58', poi con Mané e Colangiuli insieme all'81' per Della Morte e Maggiore — due minuti prima del primo gol subito — e infine con Esposito per Tribuzzi all'87', un minuto prima del secondo. Nessuno dei cambi biancorossi ha spostato l'inerzia del finale.

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C'è un numero che pesa più degli altri: il Bari aveva subito solo 4 gol in 7 partite prima di oggi; a Salerno ne prende 2 in cinque minuti, un terzo del passivo stagionale in una sola sequenza. Non è questione di un episodio isolato da archiviare: è la prova che negli ultimi venti minuti, quando la partita si decide, la squadra ha perso ordine mentre l'avversario trovava gambe fresche. Anche Cerofolini, ammonito al 74', segnala una tensione nella propria area che va presa sul serio.

La responsabilità di una gestione del finale che non ha retto è di chi fa le scelte dalla panchina: Massimo Rastelli ha cambiato per tenere il risultato e non ci è riuscito, e in una piazza che non si accontenta della categoria questo pesa più della sconfitta in sé. Non è un processo a un allenatore che fin qui ha portato 16 punti in 8 gare, ma la domanda su come si difende un vantaggio contro una grande del girone resta aperta, ed è la prima cosa su cui lavorare in vista del Giugliano.

Perché la classifica, per ora, protegge: il Bari resta terzo con 16 punti, a due lunghezze da Sorrento e tre da Potenza capolista, davanti a una Salernitana che con questa vittoria sale comunque solo a 12. Ma sabato arriva il Giugliano al San Nicola, e la piazza non chiede soltanto punti: chiede di vedere una squadra che tiene la partita in mano fino al 90', non solo fino all'80'.

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