Casertana-Bari, la sera degli ex: Butić e Cerofolini da una parte, De Lucia, Piovanello, Belli e Stellone dall'altra
Stasera alle 20:30 al Pinto la sfida contro la Casertana ci rimette davanti diversi pezzi del nostro passato. Ci sono la Serie D, la promozione in B e una panchina durata pochi mesi. Ma a noi, con il Potenza a +5, la nostalgia non basta.

Ci sono due ex dalla nostra parte, tre nella rosa della Casertana e uno in panchina. Casertana-Bari, stasera alle 20:30 allo Stadio Comunale Alberto Pinto, è anche questo: una partita in cui, da qualunque parte si guardi, si trova qualcuno che ha già indossato l'altra maglia.
Il nome più pesante è quello di Butić. Abbiamo già raccontato i suoi 6 gol in 14 partite in maglia rossoblù e un addio che a Caserta non hanno dimenticato. Oggi conta un'altra cosa: in campionato ha 4 gol, quanti Maggiore dal centrocampo, e tra gli attaccanti dietro di lui ha segnato solo Bianchi. Se si spegne lui, si spegne il Bari, e il 12° attacco del girone non è un'etichetta che una squadra costruita per salire possa permettersi. Poi c'è Cerofolini, che con la Casertana ha passato qualche mese nel 2020 senza lasciare il segno. Oggi è il titolare della nostra porta. Domenica, al San Nicola, ha dovuto fare 6 parate contro un Crotone che ha tirato 16 volte: un dato che dice più della squadra che di lui.
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Nella rosa di Stellone ci sono tre ex. De Lucia, il portiere, nel 2018-19 era il nostro secondo. Piovanello è stato uno dei protagonisti della cavalcata in Serie D. Belli invece c'era nella stagione della promozione in B. Sono tre tappe di una risalita che conosciamo bene, perché l'abbiamo vissuta quasi tutta.
Una risalita da rifare È qui che il confronto con gli ex smette di essere una curiosità. Quei nomi ricordano una scala che il Bari aveva già salito, dalla D alla B, e che a maggio 2026 ha ridisceso con il playout perso contro il Südtirol. Diciotto promozioni e diciassette retrocessioni dal 1928: la storia della squadra ascensore la conosciamo a memoria, ma stavolta il viaggio di ritorno ha un sapore diverso. Chi ha contribuito a farci uscire dalla C ce lo ritroviamo davanti, mentre noi siamo di nuovo qui. La domanda che ci portiamo dietro è semplice: questa squadra ha la stessa fame di quella che vinse in D e poi in C, o si sta accontentando di un secondo posto che oggi vale i playoff e nient'altro?
Poi c'è Stellone. La sua avventura sulla nostra panchina, nel 2016, è stata poco fortunata ed è finita dopo pochi mesi, e lui stesso alla vigilia l'ha ammesso senza giri di parole. A Caserta è arrivato l'8 ottobre, dopo due sconfitte di fila, e da allora ha fatto 4 punti in 2 partite senza perdere. Ci ha definiti «un avversario allestito per vincere il campionato». Detta da un ex, la frase suona come una sfida: se il Bari è stato costruito per vincere, allora deve vincere anche qui.
La classifica non lascia margini. Siamo secondi con 20 punti, a -5 dal Potenza e con il Sorrento a un punto. La Casertana è sesta a 16 e, se vince, ci arriva a tre punti. I tifosi residenti in Puglia non potranno entrare al Pinto per il divieto di trasferta: la squadra giocherà senza la propria gente, dopo una domenica finita tra i fischi. Martedì ci sono gli ottavi di Coppa Italia a Potenza, sabato 31 la Scafatese al San Nicola. Prima, però, c'è questa sera: e gli ex, per una volta, devono essere un problema della Casertana, non nostro.
Il video ufficiale
Fonte: TuttoBari




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