Di Vaio, Cassano, Gattuso: i nomi che hanno legato Bari e Salernitana prima dell'Arechi
Prima della sfida di domenica all'Arechi, i calciatori che hanno vestito entrambe le maglie o sono diventati idoli di una delle due piazze: da Igor Protti a Marco Di Vaio, passando per Cassano e Gattuso.

Marco Di Vaio è l'uomo che racconta meglio di chiunque altro il filo che lega Bari e Salernitana. Arrivò in biancorosso nella stagione 1996-97, un ragazzo ancora acerbo: 28 presenze e 3 gol, numeri che non lasciarono il segno. A Salerno, invece, esplose: nel 1997-98 segnò 21 reti, vinse il titolo di capocannoniere della Serie B e trascinò i granata in Serie A. L'anno dopo, in massima serie, ne aggiunse altri 12 prima di passare al Parma.
Prima di lui, il nome che i baresi portano ancora nel cuore è quello di Igor Protti. Lo Zar ha lasciato 51 gol in 119 presenze con la maglia biancorossa, ma soprattutto una stagione che resta unica nella storia del club: nel 1995-96 segnò 24 reti in Serie A, capocannoniere a pari merito con Giuseppe Signori. Nessun altro attaccante ha mai vinto la classifica marcatori della Serie A indossando la maglia del Bari.
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Attorno a Protti, e prima di lui, è passata una generazione che ha costruito il mito biancorosso: Pietro Maiellaro, il talento puro capace di accendere un San Nicola che negli anni Novanta era tra le grandi platee del calcio italiano, e João Paulo, il brasiliano dal sinistro fatato arrivato nello stesso periodo. Da Bari sono passati anche David Platt e Robert Jarni, prima di affermarsi con Juventus, Arsenal e Real Madrid, e Gianluca Zambrotta, due stagioni in biancorosso tra il 1997 e il 1999 prima della Juventus, del Barcellona e del Mondiale vinto nel 2006. Poi c'è Antonio Cassano, nato e cresciuto a Bari Vecchia, esordito in prima squadra nel 1999: non un talento di passaggio, ma un pezzo di città. E Leonardo Bonucci, arrivato nel 2009-10 insieme ad Andrea Ranocchia nel Bari di Ventura, prima di volare entrambi verso Juventus e Nazionale.
Sull'altro fronte, Salerno ha la sua lista. Agostino Di Bartolomei fu il capitano che nel 1989-90 portò la Salernitana in Serie B. Gennaro Gattuso, prima di diventare il Ringhio del Milan campione d'Europa e del mondo, giocò una stagione in granata nel 1998-99, quella del ritorno in Serie A, a vent'anni appena. Con lui un gruppo che a Salerno è rimasto nella memoria: Roberto Breda, quasi duecento presenze da bandiera; Salvatore Fresi, Marco Rossi, Ighli Vannucchi, i fratelli Tedesco.
Di tutto questo passato domenica alle 20:30 non resterà che l'eco: all'Arechi si gioca l'ottava giornata, con il Bari secondo a 16 punti dopo sette turni e la Salernitana dodicesima a 9, reduce dal ko interno col Crotone. Sono storie che nessuno dei protagonisti di oggi dovrà ripetere: ma è anche per questo che una gara di inizio ottobre, nel gemellaggio più antico del girone, si carica di un peso che la sola classifica non spiega.
Fonte: TuttoBari




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