Grgic, Della Morte, Tribuzzi: a Caserta il Bari ha tirato 9 volte e nessuno ha preso in mano la partita
Dopo lo 0-0 col Crotone e l'1-1 al Pinto, Rastelli ammette che «non siamo stati i soliti». Il calo c'è e ha dei nomi: in mezzo al campo e negli esterni offensivi.

Due partite, un gol. Uno 0-0 col Crotone, fischiato, e un 1-1 a Caserta che ci è costato 24 tiri subiti contro 9 fatti, con 10 parate di Cerofolini. Dopo la gara Rastelli ha ammesso che «non siamo stati i soliti». Da qui bisogna partire, anche se il punto di Caserta qualcuno vuole venderlo come buono: il Potenza ha pareggiato ad Altamura e la vetta è rimasta a 5 punti, ma una squadra in corsa per la promozione diretta non può dipendere dai passi falsi degli altri.
A centrocampo manca chi comanda
Il primo nome è Grgic. Il mediano austriaco, classe '95, è arrivato con un curriculum pesante e con un'idea precisa di Pierpaolo Marino: portare esperienza e leadership in una mediana che ne cercava. Per ora quella leadership non si vede. Il 4,5 che gli abbiamo dato nelle pagelle di Caserta è il più basso della serata. Adattarsi al calcio italiano non è immediato e un po' di tempo gli va concesso. Ma a ottobre, in una squadra che deve risalire subito, il tempo è proprio quello che non abbiamo. E se un acquisto pensato per dare ordine il Bari lo vede in affanno, la domanda tocca chi quella mediana l'ha costruita, non solo chi la schiera.
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Davanti, un attacco che dipende da due uomini
Il secondo problema è il gol. Butić e Maggiore hanno 4 reti a testa in campionato e sono i due che finora hanno tenuto in piedi l'attacco. Ieri nessuno dei due è stato sufficiente, e si è visto subito: senza di loro il Bari fatica a creare e a finalizzare. Dopo 10 giornate eravamo al 12° attacco del girone, con 13 gol; dopo l'11ª sono 14.
Gómez ha chiuso il lungo digiuno con il colpo di testa del 67', il suo primo gol in campionato dopo i problemi fisici. È una buona notizia, ma una rondine sola. Della Morte, uscito al 90' per far entrare Celli, e Tribuzzi sono ancora a zero. Gli esterni offensivi in questo Bari dovrebbero portare gol e superiorità numerica, e finora non sono riusciti a fare né l'una né l'altra cosa con continuità.
Qui la responsabilità si divide. Marino risponde di una rosa in cui, a gennaio, vice-centravanti e alternativa a Darboe sono ancora da trovare. Rastelli risponde del fatto che il 4-4-2 provato col Crotone è stato messo da parte e a Caserta si è tornati al 4-3-3 senza che la squadra ne ricavasse un'idea di gioco più chiara. Con Mogoš in campo nonostante la caviglia e Darboe fermo per il polpaccio, le assenze spiegano parte della serata, non la sua piattezza.
Martedì alle 20:30 si va a Potenza, di nuovo contro la capolista ma in Coppa Italia Serie C, al Viviani. Il torneo è un altro e la classifica non c'entra. Per Rastelli è la prima occasione per mostrare che il calo non è la nuova normalità, prima del Bari-Scafatese del 31 ottobre al San Nicola.
Fonte: TuttoBari




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