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Prisco, Esposito, Celli: a Caserta si vedrà se le gerarchie di Rastelli si possono toccare

Dopo lo 0-0 col Crotone tornano d'attualità i giocatori che finora hanno trovato poco spazio. Venerdì al Pinto, con quattro assenti sicuri e un attacco che si regge su due nomi, la formazione dirà se Rastelli è disposto a cambiare.

Prisco, Esposito, Celli: a Caserta si vedrà se le gerarchie di Rastelli si possono toccare
Prisco, Esposito, Celli: a Caserta si vedrà se le gerarchie di Rastelli si possono toccare — Grafica Arena Bari

Prisco, Esposito, Celli. Sono tre nomi che finora hanno visto il campo con il contagocce, e dopo lo 0-0 col Crotone sono diventati la domanda più concreta da portarsi a Caserta: Massimo Rastelli è disposto a toccare un undici che dopo dieci giornate gira sempre più a vuoto? Venerdì alle 20:30 al Pinto la risposta si leggerà nella distinta, non nelle conferenze stampa.

Si parte da quello che si è visto in campo. Domenica al San Nicola sono arrivati 7 tiri contro 16, appena due nello specchio, contro l'ultima della classe. In dieci giornate i gol sono 13: siamo il 12° attacco del girone, il Potenza ne ha segnati il doppio e davanti si va avanti con Butić e Maggiore, quattro reti a testa. Dopo la partita Rastelli ha detto: «Passo indietro? Può capitare, non mi preoccupa». A noi invece preoccupa, perché una squadra prevedibile negli ultimi trenta metri non si sistema da sola cambiando settimana.

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Esposito è il caso più delicato. Col Crotone è entrato a partita in corso insieme a Gómez e Bianchi, e nessuno dei tre ha cambiato la gara. Chiedere più spazio per lui significa chiedere di vederlo dal primo minuto, in una partita ancora da giocare, e non dentro una gara già bloccata. Bisogna però dirlo con onestà: per ora, quando è toccato a lui, non ha lasciato il segno.

Prisco pone una domanda più scomoda. È tra i profili che il ct Mancini terrà d'occhio nel nuovo ciclo azzurro, eppure nel Bari fatica a trovare spazio. Con Darboe fermo per il polpaccio e un centrocampo che dopo il Crotone è sembrato senza idee, l'alternativa che la società ha rimandato a gennaio potrebbe essere già in rosa. È una nostra lettura, ma se la Nazionale lo osserva, anche il suo allenatore dovrebbe dirci perché resta fuori.

Le assenze hanno già deciso metà del lavoro

A Caserta mancheranno di sicuro Pissardo, Vicari, Darboe e Manzari. Mogoš, uscito al 43' col Crotone per la caviglia, va verso il recupero. Se non dovesse farcela, la prima opzione a destra è Burgio. Celli, appena tornato nelle rotazioni proprio contro il Crotone, è l'altra carta per la difesa. Dall'altra parte Stellone, dopo lo 0-0 col Sorrento, ha già annunciato «cinque o sei cambi» e ha parlato di «resettare». L'allenatore avversario, dopo un pareggio, parla di cambiare. Il nostro, dopo un pareggio contro l'ultima, dice che non è preoccupato.

Fra Caserta, l'ottavo di Coppa Italia al Viviani di martedì 27 e la Scafatese di sabato 31 alle 14:30 al San Nicola, ruotare la rosa sarà una necessità. Proprio per questo il segnale vero arriva venerdì: tenere in panchina chi scalpita in una gara di campionato e farlo giocare solo in coppa vorrebbe dire non avere cambiato idea. C'è poi una responsabilità che non è solo dell'allenatore. Se le alternative per smuovere una squadra ferma sono queste, la rosa l'hanno costruita Pierpaolo Marino e Antonio Minadeo, e anche questo pesa nel giudizio.

Il Potenza è a +5, il Sorrento è a un punto. Se al Pinto rivedremo il copione del Crotone, la risposta di Rastelli l'avremo già avuta prima del fischio d'inizio.

Fonte: TuttoBari

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