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Due gol in tre partite, e uno è una carambola: l'attacco del Bari è diventato il problema numero uno

Fra Crotone, Caserta e Potenza la squadra di Rastelli ha segnato con un colpo di testa di Gómez e con un tiro di Esposito entrato dopo aver preso il palo e la schiena del portiere. Sabato alle 14:30 al San Nicola arriva la Scafatese, e il reparto offensivo deve dare delle risposte.

Due gol in tre partite, e uno è una carambola: l'attacco del Bari è diventato il problema numero uno
Due gol in tre partite, e uno è una carambola: l'attacco del Bari è diventato il problema numero uno — Grafica Arena Bari

Due gol in tre partite. Il primo è il colpo di testa di Gómez al 67' a Caserta, su cross di Mendicino. Il secondo è il tiro di Esposito a Potenza, che prende il palo e poi la schiena del portiere Franchi prima di entrare. Oltre a questo c'è un vuoto che con la sfortuna non si spiega: nelle ultime tre uscite il Bari ha creato poco, ha concesso molto e ha rischiato di raccogliere anche meno di quello che ha raccolto.

Si parte dal 18 ottobre, Bari-Crotone 0-0 al San Nicola. Il Crotone è ultimo con un punto, dopo una penalizzazione di 6, e quel giorno in attacco non abbiamo fatto quasi niente, a parte qualche tiro isolato. Gli uomini di Greco invece hanno creato parecchio e avrebbero meritato di più. Un pareggio in casa contro l'ultima in classifica, e per di più sofferto.

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Cinque giorni dopo, a Caserta, è andata allo stesso modo. Manconi ci ha puniti al 47' sfruttando un errore di Maggiore. La Casertana poteva raddoppiare e l'hanno fermata la buona sorte e un Cerofolini che continua a tenere in piedi la squadra. I tiri a fine partita dicono 24 a 9 per loro. Gómez, entrato per Tribuzzi a inizio ripresa, ha pareggiato nell'unica occasione vera. Un punto preso, non conquistato.

Martedì il Viviani, contro le seconde linee di Tisci. Gómez si è divorato un'occasione in avvio, poi Franzolini al 23' e De Marco al 35' ci hanno messi sotto di due gol. Il gol di Esposito in chiusura di primo tempo ha riaperto la partita per caso più che per merito della manovra. Nella ripresa la squadra ha provato a giocare in un altro modo ma ha faticato a calciare in porta, fino al tiro di Colangiuli parato nel finale. Alla fine il possesso era nostro, 53%, e i tiri erano 6 contro 10. Risultato: fuori dalla Coppa Italia Serie C.

Il problema non è solo la mira

Dopo Potenza Rastelli ha detto «Abbiamo giocato benissimo» e ha aggiunto che «dovevamo essere più efficaci negli ultimi sedici metri». La seconda frase è l'unica che regge, ma è un eufemismo. Il problema non è solo la precisione davanti alla porta: è che alla porta ci arriviamo di rado. In tre partite la squadra ha prodotto una rete da cross e una da carambola. Di questo risponde chi allena: delle scelte, delle gerarchie, di un'idea di gioco che oggi davanti non si vede.

La domanda che ci portiamo dietro è semplice: dove pensa di arrivare con un attacco così una squadra che deve vincere il campionato? Il secondo posto c'è, a 21 punti, ma il Potenza è a +5 con il doppio dei nostri gol, 28 contro 14. E chi ci sta dietro, il Sorrento a -1 e il Catania a -2, non aspetta che ci ritroviamo.

Sabato alle 14:30 al San Nicola arriva la Scafatese: neopromossa, 17 punti, reduce dal 2-1 subito contro l'Inter U23 e senza Toscano, squalificato. Contro una squadra di provincia, in casa, il Bari ha il dovere di attaccare per novanta minuti. Se finisce con un altro gol su carambola, o senza gol, il problema dell'attacco smette di riguardare solo il reparto e diventa definitivamente quello dell'allenatore.

Fonte: TuttoBari

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