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Secondi a 21 punti e senza credito: a Bari la classifica non basta più a difendere Rastelli

Siamo a cinque punti dal Potenza e a uno dal Sorrento, eppure attorno alla squadra la fiducia non c'è. Dopo il 2-1 di Potenza i dubbi su rosa e allenatore si sono induriti, e sabato al San Nicola arriva la Scafatese.

Il campo durante la partita
Il campo durante la partita — Foto: SonoGrazy · Wikimedia Commons · CC BY-SA 4.0

Ventuno punti, secondo posto, cinque lunghezze dal Potenza capolista. In un'altra piazza sarebbe una base da cui difendersi. A Bari, a due giorni dalla Scafatese, è un numero che nessuno tira più fuori per difendere la squadra. Lo scetticismo attorno al gruppo di Massimo Rastelli non si è sciolto con la classifica. Dopo l'uscita dalla Coppa Italia Serie C al Viviani si è fatto più duro.

Il motivo è semplice: quel secondo posto regge male appena lo si guarda da vicino. Nelle ultime tre gare ufficiali non è arrivata nessuna vittoria. C'è lo 0-0 al San Nicola contro il Crotone, ultimo in classifica con un punto dopo sei di penalizzazione, poi l'1-1 di Caserta, poi il 2-1 di Potenza. Intanto il Girone C si è stretto: il Sorrento è a -1, il Catania a -2, e fra noi e il decimo posto di Cavese e Picerno ci sono sei punti. Questa posizione si può perdere in un solo turno.

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Alla base dei dubbi ci sono i limiti di una rosa che, quando la partita si complica, fatica a trovare soluzioni. Gómez col Bari ha segnato un solo gol, il 23 ottobre a Caserta. Della Morte e Tribuzzi sono ancora a zero. A Potenza lo stesso Gómez ha sprecato un'occasione in avvio, e nella ripresa fino al tiro di Colangiuli parato nel finale di occasioni vere non se ne sono viste. Quando gli errori sotto porta si ripetono non sono più episodi: diventano un tratto della squadra. È una domanda che va fatta all'allenatore che sceglie chi mandare in campo, e anche a chi questa rosa l'ha messa insieme.

La frase che ha allargato la distanza

Più ancora della sconfitta in Coppa, ha pesato il dopo partita. Due gol presi in dodici minuti, sei tiri contro dieci, e Rastelli ha commentato: «Abbiamo giocato benissimo». Per una piazza che si aspettava ben altre risposte, quella frase ha misurato la distanza fra quello che vede l'allenatore e quello che vede la tribuna. Lui stesso, parlando di Colangiuli, ha ammesso che «forse avrei dovuto usarlo un po' di più»: è un'autocritica sulle scelte, e arriva proprio mentre ripete che la prestazione andava bene. Non si può tenere tutto insieme. L'obiettivo dichiarato è la risalita immediata, e Rastelli ha detto «Non ci siamo mai nascosti». Allora le partite si giudicano con quel metro, non con il possesso palla.

Lo scetticismo poi non nasce solo dal campo. Col Giugliano al San Nicola c'erano 2.317 spettatori, il minimo stagionale. Col Crotone 2.435, con una protesta contro la proprietà. Sulla cessione non ci sono acquirenti né date. La domanda che ci portiamo dietro è scomoda: se fossimo primi, saremmo davvero più tranquilli? Noi pensiamo di no. Il problema non è la posizione, ma la sensazione che questa squadra, per quello che ha fatto vedere finora, non dia ancora garanzie di promozione. E che nessuno, in panchina o in società, dica chiaramente come intende darle.

Sabato alle 14:30 al San Nicola arriva la Scafatese, neopromossa, a quattro punti da noi e senza Toscano, squalificato. Due settimane dopo, il 14 novembre, c'è il derby col Foggia. Con un'intervista non si convince più nessuno: contro una neopromossa, in casa nostra, la risposta può darla solo il risultato.

Fonte: TuttoBari

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