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Carrera, 69 giorni e dodici partite: l'ultimo esonero del Bari in Serie C torna d'attualità con Rastelli

Il 19 aprile 2021 Massimo Carrera fu sollevato dall'incarico: è l'ultimo cambio di panchina del Bari in terza serie. Oggi le voci su Rastelli riaprono quel precedente, a due giorni dalla Scafatese.

Massimo Rastelli
Massimo Rastelli — Foto: Gigidelneri at Italian Wikipedia · CC BY-SA 4.0

Sessantanove giorni e dodici partite. Tanto è durato Massimo Carrera sulla panchina del Bari prima di essere sollevato dall'incarico, il 19 aprile 2021. È l'ultimo esonero di un allenatore biancorosso in Serie C. Era rimasto in un cassetto per cinque anni e mezzo e torna fuori adesso, perché attorno a Massimo Rastelli girano voci su un possibile esonero e la pressione cresce di giorno in giorno.

Le voci non nascono dal nulla. Martedì al Viviani il Potenza ci ha battuti 2-1 e ci ha tolto la Coppa Italia Serie C. I gol sono arrivati in dodici minuti, Franzolini al 23' e De Marco al 35'. Il nostro gol è nato da un tiro di Esposito finito sul palo e poi in rete sulla schiena di Franchi. Abbiamo tirato 6 volte contro 10. Poi Rastelli ha detto «Abbiamo giocato benissimo» e «Un peccato uscire sconfitti dopo questa prestazione». Per buona parte della piazza è stata questa la goccia: non la sconfitta in sé, ma il racconto che ne è stato fatto.

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In campionato il quadro è da squadra che galleggia. Non vinciamo da tre gare ufficiali, e prima di Potenza erano arrivati lo 0-0 col Crotone al San Nicola e l'1-1 di Caserta. Siamo secondi con 21 punti, cinque dietro il Potenza, con il Sorrento a un punto e il Catania a due. Per una squadra che si era data la risalita immediata come obiettivo dichiarato, con Rastelli che diceva «Non ci siamo mai nascosti», un ritardo del genere dopo undici giornate non è un dettaglio. Qui la promozione diretta non è un sogno, è il minimo che la piazza si aspetta.

Cosa ci dice quel precedente

Il caso Carrera insegna una cosa: in Serie C il Bari ha già cambiato allenatore a stagione in corso, e ha deciso dopo appena dodici partite. Non lo ricordiamo come una ricetta. Cambiare il nome in panchina non sistema da solo una squadra che a Potenza ha tenuto il pallone senza fare paura. Però chi allena risponde delle scelte, e alcune di queste scelte lo stesso Rastelli le ha messe in discussione. Su Colangiuli ha ammesso: «se l'ho utilizzato poco, forse avrei dovuto usarlo un po' di più». Un allenatore che dopo un'eliminazione dice di aver giocato benissimo e di aver sbagliato le gerarchie si espone due volte.

Poi c'è la domanda che al bar si fanno tutti: chi decide? La società che dovrebbe valutare la panchina è la stessa sotto la lente del Comitato di Garanzia. I documenti sono stati consegnati il 22 ottobre e altri sono stati chiesti, ma non c'è un acquirente e non c'è una data. Il direttore generale Pierpaolo Marino è appena rientrato a Bari dopo un periodo di malattia. Un esonero è una decisione forte, e serve una proprietà con un orizzonte chiaro per prenderla e per scegliere chi viene dopo. Per ora siamo alle voci, non alle decisioni.

La prima risposta arriva dal campo, e presto. Sabato alle 14:30 al San Nicola arriva la Scafatese, neopromossa, a quattro punti da noi e reduce dal 2-1 subito contro l'Inter U23. Il 14 novembre c'è il derby col Foggia. Il precedente di Carrera dice che dodici partite possono bastare per chiudere un ciclo. Rastelli ne ha già giocate undici in campionato.

Contro la Scafatese non basta fare punti: deve vedersi una squadra diversa da quella del Viviani.

Il video ufficiale

Fonte: TuttoBari

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