28 gol contro 14 e cinque punti di distanza: il Potenza ci supera su tutto, e il Bari di Rastelli non ha ancora un'identità
Nel gioco, nei gol e nella continuità la capolista del Girone C oggi è un'altra cosa rispetto a noi. A due giorni dalla Scafatese la domanda non è più se il Bari valga più di quanto mostra, ma perché non lo fa vedere.

Ventotto gol contro quattordici. In undici giornate di campionato il Potenza ha segnato esattamente il doppio di noi, ha cinque punti in più in classifica e martedì al Viviani ci ha battuti 2-1 lasciando fuori una parte dei titolari. Con la capolista non c'è un terreno su cui siamo davanti: non il gioco, non i gol, non la continuità. È da qui che conviene ripartire, a due giorni dalla Scafatese, non dal «benissimo» con cui Rastelli ha commentato l'eliminazione.
Il primo tema è l'identità. Tisci ha costruito una squadra unita, che gioca un calcio pulito e sa cosa fare in ogni momento della partita. Il Bari, dopo undici giornate, nel gioco si riconosce ancora poco. E il punto è più scomodo di quanto sembri, perché la rosa non è il problema principale: presi uno per uno, molti dei nostri sono tra i giocatori più importanti della categoria. Se il totale vale meno della somma delle parti, la responsabilità è di chi quelle parti deve metterle insieme. I dieci infortuni nelle prime dieci giornate sono un fatto vero e pesano, ma non spiegano perché anche con gli uomini a disposizione non si vede un'idea.
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Si dirà che a Potenza si lavora senza pressione, in un ambiente che non pretende niente e lascia crescere la fiducia. È vero, ma per noi non è un alibi. Il Bari questa pressione la conosce dal giorno in cui è sceso in C dal playout col Südtirol, con un obiettivo dichiarato: la risalita immediata. Rastelli stesso aveva detto «Non ci siamo mai nascosti». Chi allena a Bari lo sa in partenza, e una squadra costruita per vincere il campionato la pressione deve reggerla, non subirla.
Poi ci sono i gol, e qui i numeri parlano da soli. Siamo il dodicesimo attacco del girone. Selleri e Petrungaro hanno segnato 5 gol a testa, i nostri migliori sono Butić e Maggiore con 4. Della Morte e Tribuzzi sono ancora a zero, Gómez ha trovato la porta una volta sola. In casa abbiamo fatto 0-0 col Potenza e 0-0 col Crotone, che è ultimo con un punto. Nel frattempo il Potenza ha vinto sette partite di fila al Viviani.
Vale di più o vale questo?
Il terzo tema è la continuità, e qui sta la domanda che si fa ogni tifoso. Dovevamo essere tra le grandi favorite per la vittoria del campionato e invece non abbiamo mai preso il largo. In campionato arriviamo da due pareggi di fila e non vinciamo una partita ufficiale da tre gare. Dietro di noi il Sorrento è a un punto e il Catania a due, quindi nemmeno il secondo posto è al sicuro. Tisci ha detto che diverse squadre stanno ancora rodando e che alla lunga verranno fuori: è la cortesia di chi ha vinto, e non deve consolarci. Lui non ha avuto bisogno di rodare. Noi pensiamo che dopo undici giornate «il Bari vale più di quanto esprime» sia diventata una frase comoda. Una squadra che vale di più e non lo dimostra mai ha un problema di guida, e quel problema si giudica sul campo, non nelle conferenze stampa.
Sabato alle 14:30 al San Nicola arriva la Scafatese, neopromossa, a 17 punti e quattro lunghezze sotto di noi, senza Toscano squalificato. Grgic è a rischio. Il 14 novembre c'è il derby col Foggia. Contro una neopromossa, in casa, non ci sono più scuse da usare. O si comincia a vedere una squadra, o le risposte dovrà darle qualcun altro.
Il video ufficiale
Fonte: TuttoBari




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