Secondi a cinque punti dal Potenza: la classifica dice poco di buono e promette meno
Dopo l'1-1 di Caserta il Bari è secondo a 21 punti, a cinque dalla capolista Potenza. È un dato di fatto, ma non è una sentenza: la classifica del girone è ancora troppo corta per fare da giudice.

Partiamo da dove siamo: secondi con 21 punti dopo 11 giornate, cinque in meno del Potenza che comanda con 26. A Caserta si poteva accorciare e si è fermata la rincorsa. La Casertana, che ci ha trattenuto sull'1-1, è a 17 punti e con quel pari ci ha tolto la possibilità di restarle lontana. Il secondo posto, per una piazza che pretende la promozione diretta, non è un risultato da incorniciare: è la posizione da cui si vede la capolista e basta.
Chi corre davvero, per ora, è il Potenza. Un 0-0 al San Nicola il 15 settembre e ora cinque punti di vantaggio: la capolista non è un accidente, e martedì 27 ce la ritroviamo di fronte, ma in Coppa Italia Serie C, un torneo separato che con questi punti non c'entra niente. Alle sue spalle il Sorrento è subito dietro di noi, con un margine così corto che una giornata storta ci può far scivolare al terzo posto. Più giù il Cerignola è a 17 con una gara in meno di noi, e anche questo è un modo per leggere i numeri: i conti reali si fanno quando tutti avranno giocato lo stesso numero di partite.
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La sorpresa è in alto e in basso, ma non allo stesso modo. In alto c'è chi sta facendo meglio di quanto ci si aspettasse da piazze più piccole; è il caso di guardare con rispetto, perché a fine ottobre la Scafatese, il Catania, il Cavese e il Monopoli stanno tutte nella zona di sopra o subito sotto, tra 15 e 17 punti. A deludere sono le grandi: il Cosenza è ultimo con 6 punti, la Salernitana ne ha 14 in 10 gare, il Foggia 11 in 10. Piazze con storia e bacino che stanno dove non dovrebbero, e di cui, se vogliamo guardare in casa nostra, non possiamo ridere: il Barletta che ci ha battuto 3-0 ad agosto ha 11 punti, gli stessi di Foggia, Savoia e Casarano.
Che cosa dice davvero questa classifica? Dice che sotto il Potenza c'è un gruppo compatto, e che a undici giornate la distanza tra il quarto posto e il diciassettesimo è di sei punti. Una striscia di tre risultati utili e un paio di passi falsi bastano a rimescolare tutto. Dice anche che le giornate giocate non sono uguali per tutti: contando le partite da recuperare, la graduatoria cambia aspetto. E soprattutto dice che il Bari è secondo senza aver mai dato l'impressione di dominare: l'1-1 di Caserta è arrivato con 24 tiri subiti contro i nostri 9, e questo è il dato che spiega la delusione di chi era in curva o davanti alla tv.
Cosa non dice, invece, la classifica? Non dice quanto valga questa squadra. Un campionato lungo si giudica sulla rosa, sul mercato e sul modo di giocare, non solo sui punti. Il vice-centravanti e l'alternativa a Darboe sono rimandati a gennaio: fino ad allora l'allenatore Rastelli deve far funzionare quello che ha, e la responsabilità di quello che manca è di chi ha costruito la rosa. Sabato 31, al San Nicola, arriva la Scafatese: è una partita che pesa più di quanto dicano i numeri, perché dalla risposta della squadra dipende se questo secondo posto resterà una base o diventerà un'altra occasione sprecata.




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