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Il puntoAFFIDABILE

Caserta, 24 tiri concessi e un centrocampo senza filtro: il punto che ci portiamo a casa nasconde i problemi della rosa

L'1-1 del Pinto tiene il Potenza a cinque punti, ma la partita ha mostrato un Bari che costruisce male, difende peggio e dipende da pochi uomini. Il mercato di gennaio non risolve la responsabilità di chi ha scelto uomini e modulo.

Massimo Rastelli
Massimo Rastelli — Foto: Gigidelneri at Italian Wikipedia · CC BY-SA 4.0

Il punto di Caserta va preso così com'è: un pareggio contro una provinciale, arrivato dopo una partita in cui la Casertana ha tirato 24 volte e noi 9. Il Potenza resta a +5 sul nostro 21 e il Sorrento, terzo a 20, è a un solo punto. Il risultato tiene tutti a portata di vista, ma non racconta com'è andata la serata.

Il primo tempo, in due parole: lancio lungo

Contro la pressione alta della Casertana non abbiamo trovato un modo per far salire la palla. La manovra è passata quasi sempre da Cerofolini, che ha cercato con lanci lunghi le seconde palle tra i nostri attaccanti e la difesa avversaria. Anche quando la palla è arrivata sulla trequarti sono mancati l'ultimo passaggio e la rifinitura, e le occasioni vere sono state pochissime.

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In mezzo al campo, Grgic è sceso spesso tra i difensori, ma i suoi passaggi sono stati elementari, quasi sempre in orizzontale o all'indietro. Della Morte e Tribuzzi sono rimasti spenti per gran parte della gara. Il passaggio alla difesa a 3 nella ripresa ci ha dato qualche linea di passaggio in più, ma a parte il gol le occasioni non sono aumentate.

Dietro, si è soffrito troppo

Manconi e Castelli hanno portato a spasso i nostri centrali a lungo, e sulle fasce i padroni di casa sono arrivati sul fondo con troppa facilità per mettere dentro palloni insidiosi. Quando Anzolin usciva in pressione, le mezzali non sempre rientravano in copertura, e quegli spazi la Casertana li ha attaccati per tutta la partita. Sul gol di Manconi al 47', Grgic davanti alla difesa è rimasto a guardare. Cerofolini ha fatto 10 parate, e alla Casertana è stato anche annullato un gol al 55'.

Rastelli ha detto a fine gara: «Non siamo stati i soliti, ma ci portiamo a casa un punto importante». Sul «non siamo stati i soliti» ci permettiamo una domanda scomoda. Qual è, allora, il Bari abituale? Già col Crotone la squadra aveva mostrato difficoltà a costruire, e a Caserta le scelte iniziali non hanno funzionato. L'allenatore risponde di quelle scelte.

Gómez e il resto: una risorsa, non una soluzione

La buona notizia è il colpo di testa di Gómez al 67', il suo primo gol in campionato dopo l'infortunio che lo aveva tenuto fuori. Ha segnato entrando dalla panchina: serve vedere se può diventare davvero un punto di riferimento d'area, di cui questa squadra ha sentito la mancanza. Una rete, per ora, è un indizio e non una prova.

Il resto è un problema di costruzione della rosa, e qui le responsabilità sono più larghe di quelle di Rastelli: toccano il direttore generale Pierpaolo Marino e il direttore sportivo Antonio Minadeo. Se Grgic non dà geometrie e velocità, dietro di lui non c'è un'alternativa. E senza Darboe, fermo per un problema al polpaccio, perdiamo strappi e imprevedibilità. Il vice-centravanti e l'alternativa a Darboe sono stati rimandati a gennaio. Il mercato riapre il 2 gennaio 2027, e fino ad allora servono un'identità e un gioco migliore con gli uomini che ci sono.

Martedì 27 ottobre alle 20:30 si va a Potenza, al Viviani, per i sedicesimi di Coppa Italia Serie C. È un torneo separato dal campionato, ma contro la capolista possiamo capire se Rastelli ha cambiato qualcosa o se avremo ancora una squadra che non sa cosa fare con la palla. Poi sabato 31 ottobre alle 14:30 arriva la Scafatese al San Nicola, dove un'altra partita giocata così non sarebbe perdonata.

Il video ufficiale

Fonte: PianetaBari

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