Bari incompiuto: il -5 dal Potenza è il sintomo, il vuoto lasciato da Darboe è la malattia
Lo 0-0 col Crotone ha rimesso in fila i problemi veri: una squadra che dopo dieci giornate non ha ancora un'identità riconoscibile e un centrocampo che senza Darboe non ha nessuno con le sue caratteristiche. Fino a gennaio non si può rimediare dal mercato.

Il Potenza a 25 punti e noi a 20 non sono il problema: sono la conseguenza. Il problema è che questo Bari, dopo dieci giornate, fa fatica a crescere. Resta una squadra incompiuta, con un'identità ancora difficilmente riconoscibile e una condizione generale che presenta più di una criticità. Lo 0-0 di domenica col Crotone ultimo in classifica, 7 tiri contro 16 e due soli nello specchio, non è stato un incidente: è stata la fotografia di quello che siamo oggi.
E dentro quella fotografia c'è un buco preciso, in mezzo al campo. Darboe è fuori per una lesione al polpaccio, con tempi ancora da valutare, e in rosa non ci sono calciatori con le sue caratteristiche. È un problema serissimo, e non lo diciamo per alibi. Col Crotone Rastelli ha confermato il trio Maggiore, Grgic e Mendicino, lo stesso che aveva battuto il Giugliano, e la differenza l'ha raccontata lui stesso nel dopopartita: tanti passaggi all'indietro, timore di giocare. Senza chi dà il tempo alla manovra, la squadra si rifugia nel giro palla sterile e l'attacco, con Butić che da solo regge metà dei gol insieme a Maggiore, resta a secco.
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Le alternative esistono sulla carta ma non per quel ruolo. Tribuzzi e Della Morte hanno altre caratteristiche, Colangiuli e Prisco sono in rotazione, Balla Mane e Spadavecchia non hanno ancora avuto spazio vero. Nessuno di loro è un regista, e questa è una responsabilità di chi ha costruito la rosa in estate: il mercato si è chiuso l'1 settembre con il nodo del centrocampo rimandato, e adesso quel nodo sta presentando il conto. Lo abbiamo già scritto a proposito del vice-centravanti, vale identico in mediana.
Il paradosso è che la classifica continua a dire secondo posto. Ma a questo punto del campionato il Bari di Mignani, nell'anno dell'ultima promozione dalla C, aveva 24 punti ed era primo. Noi siamo a 20, con Sorrento a 19 e Cerignola a 17 che respirano sul collo, e con un Potenza che vince giocando bene e con mentalità, cioè esattamente le due cose che a noi mancano. Il distacco si può ancora recuperare. L'identità, invece, non si recupera con una vittoria: si costruisce con il lavoro, e in dieci giornate quel lavoro non si vede.
Qui sta la domanda che ci portiamo dietro da domenica sera. Una squadra può essere incompiuta a fine agosto, dopo un mercato fatto di rattoppi e di uscite in serie. Dopo dieci giornate, con sei vittorie in tasca e una rosa che comunque ha Butić, Maggiore, Cerofolini e un Elia che gioca sempre, la parola incompiuta pesa sull'allenatore almeno quanto sul direttore sportivo. Rastelli ha detto che il passo indietro «può capitare» e che non lo preoccupa. A noi preoccupa, perché non è stato un passo indietro isolato: è stato il ritorno di una faccia della squadra che avevamo già visto a Barletta e a Salerno.
Venerdì alle 20:30 a Caserta, contro la Casertana dell'ex Stellone che annuncia cinque o sei cambi, si gioca senza Darboe e forse senza Mogoš, in attesa degli esami alla caviglia, e probabilmente senza i nostri tifosi al Pinto. Fino al 2 gennaio, quando riapre il mercato, questa rosa è quella che c'è. O Rastelli trova dentro il gruppo un modo di far girare la palla in avanti, oppure il -5 di oggi rischia di diventare la distanza con cui arriveremo a gennaio.
Il Potenza scappa. Noi dobbiamo prima capire chi siamo.
Fonte: TuttoBari



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