Mignani, l'ultimo a portarci fuori dalla C: il suo Bari dopo 10 giornate aveva 24 punti
Mignani è tra i nomi per la panchina della Sampdoria, e il confronto con il suo Bari di quattro anni fa dice quanto manca a quello di oggi.

Il nome di Mignani è tornato a girare: dopo l'esonero di Corradi è tra quelli per la panchina della Sampdoria. Per chi tifa Bari non è un nome qualsiasi. L'ultima promozione dalla Serie C porta la sua firma: stagione 2021-22, l'ultima volta che questa piazza è uscita dalla categoria in cui è finita di nuovo dopo il playout perso col Südtirol.
Il confronto più utile è con la classifica. Dopo 10 giornate quel Bari era primo e imbattuto, con 24 punti. Il Bari di Rastelli, alla stessa altezza, è secondo con 20: sei vittorie, due pareggi, due sconfitte. I punti di differenza sono quattro, ma le sconfitte dicono di più. Una è il 3-0 di Barletta contro una neopromossa, l'altra il 2-1 in rimonta all'Arechi. In testa c'è il Potenza con 25 punti, cinque più di noi.
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Quella stagione dice anche un'altra cosa: in questo girone si può vincere subito. L'obiettivo dichiarato resta la risalita immediata, e una piazza da 58.270 posti non si accontenta dei playoff. Ma 13 gol in dieci gare fanno il dodicesimo attacco del girone, il Potenza ne ha segnati il doppio, e il vice-centravanti è stato rimandato a gennaio. Di questo risponde chi ha costruito la rosa, non solo chi la allena.
Domenica, dopo lo 0-0 col Crotone, il San Nicola ha fischiato. Sette tiri contro sedici, sei parate di Cerofolini. Rastelli ha detto: «Passo indietro? Può capitare, non mi preoccupa». Il Bari di Mignani a questo punto non aveva bisogno di frasi così: i suoi numeri parlavano da soli.
Domani alle 20:30 al Pinto, contro la Casertana, ritroviamo un altro ex: Stellone, in panchina dall'8 ottobre, che ha annunciato «cinque o sei cambi» e ha parlato di «squadra prestigiosa come il Bari». Il prestigio però si difende in classifica. E per arrivare in fondo come quel Bari, il distacco dalla vetta va chiuso adesso, non a gennaio.




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