Mai così lontani dalla vetta: in Serie C il Bari non era mai stato a -7 dopo dodici giornate
Nelle ultime stagioni in C, a questo punto del campionato, il Bari era primo oppure aveva meno strada da recuperare. Oggi il Potenza è a sette punti, e il conto arriva sulla panchina di Rastelli.

Sette punti dopo dodici giornate. Nelle ultime stagioni del Bari in Serie C non era mai successo di essere così staccati dalla vetta a questo punto del campionato. Basta guardare cosa succedeva negli anni scorsi per capire che il secondo posto di oggi non tranquillizza nessuno.
Nel 2019-20 il Bari era appena salito di categoria e dopo dodici turni aveva 22 punti, gli stessi di oggi. Stava dietro al Potenza anche allora, ma il distacco era di sei punti e quel Potenza chiuse quarto. L'anno dopo eravamo terzi a sette punti dalla Ternana, che però aveva giocato una partita in più. Gli umbri vinsero il campionato senza avversari, noi finimmo quarti e il 19 aprile 2021 Carrera fu esonerato. Poi c'è il 2021-22, l'unico anno da prendere come modello: dopo dodici giornate la squadra di Mignani aveva due punti in più di adesso ed era già prima. Davanti a Catanzaro, Palermo e Avellino arrivò in B con 71 punti.
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Il confronto più duro è proprio con quella stagione. Anche quel Bari era stato costruito per vincere, e alla dodicesima giornata guidava il girone. Questo Bari parte dallo stesso obiettivo, cioè tornare subito su dopo il playout perso col Südtirol, ma insegue. E non insegue una squadra che ha fatto una partenza fortunata: il Potenza va avanti a vittorie, mentre noi pareggiamo.
Il problema è come ci siamo arrivati
Più ancora dei sette punti, preoccupa la direzione. Nelle ultime cinque partite di campionato abbiamo perso a Salerno, battuto il Giugliano e poi pareggiato tre volte di fila: 0-0 col Crotone, 1-1 a Caserta, 1-1 con la Scafatese. Le gare ufficiali senza vittoria sono quattro, contando anche l'eliminazione dalla Coppa a Potenza. Il secondo posto c'è ancora perché sono stati gli altri a perdere punti: Cerignola e Sorrento sono a 20, a due punti da noi, e Monopoli e Catania a 19. Se si continua così, il rischio non è soltanto vedere il Potenza allontanarsi, ma ritrovarsi in mezzo al gruppo.
Le parole dopo la Scafatese descrivono bene questo calo. Rastelli: «Prima mezzora buona, poi si è spenta la luce». Mogoș: «Stanno mancando lucidità e cattiveria». Se lo dicono l'allenatore e un titolare della difesa, la squadra lo sa. Il guaio è che non è una prima volta ma una costante: la squadra regge mezz'ora e poi non trova più soluzioni. Dopo la partita i capi-ultras hanno chiesto e ottenuto un confronto con Rastelli e Minadeo, segno che la pazienza è finita da un pezzo.
Il nostro giudizio è semplice. Rastelli è arrivato a luglio dopo il no di Castori, quindi non era la prima scelta, e risponde di una squadra che dodici giornate dopo non ha ancora una formazione tipo e si spegne sempre allo stesso modo. Questo però non salva chi ha costruito la rosa. Bolzoni dice che «non è la situazione adatta per cambiare allenatore» e che «mancano ancora una settantina di punti», e sui numeri ha ragione. Ma nessuno al San Nicola si accontenta di sentirsi dire che c'è tempo, se poi la squadra non mostra di saperlo usare.
Lunedì 9 novembre alle 20:45 si gioca al Curcio contro un Picerno a 18 punti, che con Di Deo ha vinto tutte e due le partite. Un altro pareggio sarebbe il quarto di fila. A quel punto il paragone con le stagioni passate smetterebbe di essere un allarme e diventerebbe la sentenza su Rastelli.
Fonte: TuttoBari




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