Burgio, Mendicino e un gol nato da un palo: la Coppa a Potenza ci lascia i dubbi di sempre
Due disattenzioni nella prima mezz'ora, un 2-1 arrivato più dal caso che da una manovra, una ripresa senza occasioni fino al tiro di Colangiuli. Da Potenza torniamo con le stesse domande sulla rosa e sul gioco. Sabato al San Nicola arriva la Scafatese.

A Potenza la Coppa Italia Serie C non l'abbiamo persa per merito di un'idea del Potenza. L'abbiamo persa per due disattenzioni nostre. Nella prima mezz'ora Burgio e Mendicino sono rimasti fermi nei momenti sbagliati, e i padroni di casa ne hanno approfittato due volte: Franzolini al 23', poi il raddoppio al 35'. Prima c'era stata la grande occasione di Gómez in avvio, sprecata. La serata del Viviani sta tutta qui: davanti sbagliamo noi, dietro sbagliamo ancora noi e loro non perdonano.
Il 2-1 è arrivato su uno spunto di Esposito: il pallone ha preso il palo, poi la schiena di Franchi, ed è entrato. È stato uno scatto d'orgoglio, ma la partita non è girata. Nella ripresa sono entrati alcuni titolari e non è cambiato niente: fino al tiro di Colangiuli nel finale il Bari non ha costruito né una manovra riconoscibile né un'occasione vera per pareggiare. Anzi, intorno all'ora di gioco è dovuto intervenire Andrade, all'esordio, per evitare il terzo gol.
Del «abbiamo giocato benissimo» di Rastelli abbiamo già scritto, e i fatti della partita non lo sostengono. Il punto adesso è un altro. Questa eliminazione non risponde ai dubbi sulla completezza della rosa: li allarga. Le lacune sono tecniche e tattiche. Il gioco si regge sulle giocate dei singoli più che su un'idea di squadra, e quando i singoli non si accendono resta poco. Non è una novità di martedì sera. A Caserta i tiri erano stati 9 contro 24, col Crotone era finita 0-0. A Potenza 6 tiri contro 10, con il 53% di possesso: il pallone ce l'avevamo noi, la partita no.
Fino a gennaio tocca a Rastelli
Il mercato riapre sabato 2 gennaio 2027 e chiude martedì 2 febbraio alle 20. Fino ad allora si possono tesserare solo svincolati. Quindi per due mesi la squadra è questa, e trovarle l'assetto giusto è compito dell'allenatore. L'infermeria non aiuta. Grgic, fermo per la contusione al nervo sciatico, è a rischio per sabato. Darboe è fuori per il polpaccio. Pissardo, Vicari, Manzari e Spadavecchia lavorano con una tabella personalizzata, e Rastelli parla di rientri fra tre-quattro settimane. Le assenze però non spiegano Potenza: i due gol sono nati da errori di giocatori che in campo c'erano.
Al bar la domanda scomoda è questa: se a gennaio arriveranno i rinforzi che la piazza chiede, fino ad allora chi ci garantisce che le partite non si decidano su una dormita in difesa e su un rimpallo fortunato in attacco? La Coppa era anche una strada per i playoff, perché chi la vince entra nella fase nazionale dagli ottavi. Quella strada è chiusa, e resta solo il campionato. La gara di martedì non ha toccato la classifica e il Potenza resta cinque punti sopra di noi. Ma abbiamo visto da vicino che cosa fa una squadra capace di punire due nostri errori in dodici minuti.
Sabato 31 ottobre alle 14:30 al San Nicola arriva la Scafatese, a quota 17, reduce dal 2-1 subito sul campo dell'Inter U23. È una piazza di provincia, e qui contro le piazze di provincia nessun passo falso viene archiviato come un incidente. Un'altra partita fatta di sbavature individuali e di gioco lasciato all'iniziativa del singolo non sarebbe un passo falso.
Sarebbe la conferma.
Fonte: TuttoBari




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