La Coppa si chiude a Potenza, e adesso il conto lo presenta il campionato
Al San Nicola contro la vincente di Savoia-Sorrento ci andrà il Potenza. Il Bari esce dal torneo e da sabato non ha più un secondo fronte dietro cui ripararsi.

La partita contro la vincente di Savoia-Sorrento al San Nicola la giocherà il Potenza, non noi. Il percorso del Bari in Coppa Italia Serie C si è fermato martedì sera. C'è chi la archivierà come una competizione minore, ma qui non funziona così. Una piazza che non considera accettabile perdere con nessuno non può fare finta che un'eliminazione sia un sollievo per il calendario. Si è perso, e si è perso contro una squadra che una piazza come Bari pretende di battere, in campionato come in coppa.
La partita doveva servire anche a capire la rosa, e qualcosa l'ha detto. Rastelli era senza Grgic, fermo cinque giorni per la contusione al nervo sciatico rimediata a Caserta, e ha ritrovato Gómez dopo quasi un mese di stop. Tra i pali la situazione resta precaria: Pissardo è fermo da settimane, e Andrade è stato tesserato come terzo portiere a stagione in corso proprio nei giorni di questa trasferta. Prisco sta rientrando dopo settimane segnate dalla mononucleosi. Sono assenze vere, ma non bastano a spiegare una sconfitta, e chi ha costruito questa rosa dovrà rispondere anche della coperta corta.
Il punto più delicato però l'ha toccato il tecnico. «Abbiamo giocato benissimo» è la frase che la piazza si è sentita dire dopo il ko, e la piazza l'ha presa come la prova che allenatore e tifosi non hanno visto la stessa partita. Il problema non è difendere i propri giocatori, che è legittimo. Il problema è che, dopo una sconfitta che costa un'eliminazione, una frase così suona come accontentarsi. Ed è proprio quell'atteggiamento che Bari non perdona. Rastelli risponde delle scelte e anche delle parole, e queste parole non hanno aiutato.
Adesso resta soltanto il campionato. Sabato 31 ottobre alle 14:30 c'è Bari-Scafatese allo Stadio San Nicola, e uscire dalla coppa toglie partite ma toglie anche alibi. Non ci sarà più un secondo impegno a giustificare turnover o stanchezza. Da qui in avanti ogni scelta di formazione sarà letta per quello che è, cioè la squadra che Rastelli ritiene migliore. La risposta che la piazza chiede dopo Potenza deve arrivare dal campo, e le conferenze stampa non bastano più.




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