Più pallone, meno tiri: a Potenza il Bari ha giocato senza fare paura
Il 53% di possesso e sei tiri contro dieci: a Potenza abbiamo tenuto il pallone senza mai comandare la partita. Adesso le domande toccano a Rastelli, e non solo a lui.

Il dato che inchioda questa partita è uno: il pallone l'abbiamo avuto più noi, 53 a 47, ma abbiamo tirato molto meno. Sei conclusioni contro dieci, quattro in porta contro sei, tre corner contro sei. Non è una statistica da sventolare, è il contrario: è il ritratto di una squadra che tiene palla perché non sa cosa farne. Il Potenza ce l'ha lasciata, ha aspettato e, quando è andato verso la porta, ci è andato più spesso e meglio di noi. Tra il gol di Franzolini al 23' e il raddoppio al 35' la partita l'hanno decisa loro, con meno pallone e più idee.
Il segnale più chiaro l'ha dato Rastelli stesso: tre cambi tra l'intervallo e il 55', poi altri due entro il 73'. Se un allenatore rimette mano alla squadra così presto, sta ammettendo che il primo tempo non ha funzionato, e su questo non c'è niente da discutere. Il problema è che la sostanza non è cambiata: è arrivato un gol, il pareggio no. Chi allena risponde delle scelte, e la domanda che la piazza si fa in questi giorni, cioè se Rastelli sia l'uomo giusto per riportarci in Serie B, dopo Potenza ha un argomento in più, non uno in meno.
Leggi anche Rastelli: «Abbiamo giocato benissimo». Andrade racconta un'altra partita
Mancava Grgic, fermo per la contusione al nervo sciatico rimediata a Caserta, ed è un fatto. Ma non può fare da scudo: una squadra costruita per la risalita immediata non può dipendere da un solo centrocampista per arrivare in porta. E qui non si tratta di gonfiare una Coppa, che con il campionato non c'entra niente. Il punto è che a Bari non esistono sconfitte accettabili contro una piazza di provincia, e uscire da un torneo a eliminazione diretta tirando meno dell'avversario non si può spiegare con la sfortuna.
La piazza ripete che questa squadra si regge quasi solo sulle parate del suo portiere. Sei tiri in novanta minuti dicono che il problema sta davanti, nella costruzione e nella qualità, e lì la responsabilità sale di livello. Chi costruisce la rosa risponde della rosa: la direzione sportiva di Pierpaolo Marino e Antonio Minadeo, sotto una proprietà, quella di Luigi De Laurentiis, che la piazza contesta apertamente e a cui chiede di lasciare il club. Il mercato riapre il 2 gennaio: fino ad allora si possono tesserare solo svincolati, quindi per due mesi le risposte vanno trovate dentro questo gruppo.
Sabato 31 ottobre alle 14:30 al San Nicola arriva la Scafatese, in campionato, con Grgic ancora a rischio. Lì non servono dichiarazioni, serve una squadra che il pallone lo porti in porta invece di farlo girare. Se rivedremo la partita di Potenza, possesso senza peso e cambi a rincorrere, il discorso su Rastelli smetterà di essere un dibattito di piazza e diventerà una questione che la società dovrà affrontare.




La parola alla Curva
Nessuno ha ancora parlatoPer commentare entra nella Curva — gratis, senza password.