Sei punti su quindici: il Bari che dopo il primo gol subito smette di giocare
Un solo successo nelle ultime cinque di campionato, quello col Giugliano. Il problema che emerge è meno tattico che di personalità: quando la partita si complica, la squadra non risponde.

Il pareggio con la Scafatese non è il dato peggiore. Il più preoccupante è come ci siamo arrivati. Gómez ci porta avanti al 9', Emmausso pareggia al 31', e da lì in poi il Bari non ritrova più la partita. Nella ripresa la neopromossa ha una squadra da stadio, e noi no.
Mettiamo in fila le ultime cinque di campionato: Salernitana-Bari 2-1, Bari-Giugliano 2-0, Bari-Crotone 0-0, Casertana-Bari 1-1, Bari-Scafatese 1-1. Una vittoria, tre pareggi, una sconfitta: sei punti su quindici. Una squadra costruita per stare in alto non può permetterselo, e nemmeno spiegarlo con l'episodio.
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Il segnale che pesa di più
Dentro quella striscia, il segnale più brutto è il modo in cui i punti si perdono. A Salerno il risultato è sfuggito quando sembrava in mano nostra. In casa, contro Crotone e Scafatese, avremmo dovuto imporre la nostra superiorità: lo 0-0 e l'1-1 al San Nicola dicono che non ci siamo riusciti. Non è un problema di un singolo schema. È la sensazione che, quando qualcosa va storto, nessuno prenda la partita per il collo.
Le parole raccolte dopo la gara vanno nella stessa direzione, ma ognuno dice la sua. Rastelli parla di «prima mezzora buona, poi si è spenta la luce» e di una squadra «involuta». Mogoș, che almeno ci mette la faccia, dice: «Stanno mancando lucidità e cattiveria. Ci dobbiamo lavorare in settimana, a partire da me». Sono due diagnosi diverse, e fanno bene a restare tali. Ma quando un allenatore parla di luce che si spegne e un difensore di cattiveria che manca, la domanda che ci portiamo al bar è sempre la stessa: perché capita così spesso, e perché sempre allo stesso punto della partita?
Una domanda scomoda, e non è solo per i giocatori. Il carattere di una squadra lo costruisce chi allena e lo sceglie chi compone la rosa. Rastelli risponde della gestione dei momenti difficili, la società di aver messo insieme un gruppo che dopo dodici giornate non ha ancora una formazione tipo. Lo diciamo senza processi sommari, ma il campionato dice che non basta più aspettare.
Il Potenza è a 29 e noi a 22: sette punti. Ci restano due occasioni ravvicinate per cambiare faccia. Lunedì 9 novembre alle 20:45 si va al Donato Curcio di Picerno, avversario che abbiamo già eliminato in Coppa Italia Serie C e che oggi ha 18 punti. Cinque giorni dopo arriva il derby col Foggia. A Picerno non servirà fare bella figura per mezz'ora: servirà reggere quando la partita si fa difficile.
Fonte: La Bari Calcio




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