Lunedì 2 novembre 2026 · Serie C · Girone CSito non ufficiale dei tifosi biancorossi
Ultim'ora
Il puntoAFFIDABILE

Con la Scafatese al San Nicola eravamo in 2.023: ora tocca ai De Laurentiis riprendersi la piazza

Un San Nicola da 58.270 posti con poco più di duemila spettatori e i fischi finali: la squadra è valida, ma il rapporto tra la proprietà e la piazza è rotto. E il calcio italiano intanto discute di elezioni mentre le riforme non partono.

Bari Comune di Bari -09-25 17-19-49 030
Bari Comune di Bari -09-25 17-19-49 030 — Foto: Acquario51 · Public domain

Davanti a 2.023 spettatori, in uno stadio da 58.270 posti, l'1-1 con la Scafatese è finito tra i fischi. Con il Crotone, due settimane prima, i presenti erano 2.435 e c'era stata una protesta contro la proprietà. Con il Giugliano 2.317. Il San Nicola vuoto non è più un dettaglio di cornice: è diventato un dato che la società deve spiegare.

Va detta una cosa che a Bari non piace a molti: la convinzione che giocare davanti a un San Nicola semideserto potesse perfino fare bene, perché toglie pressione, è un'illusione. Con la Scafatese si è visto. La squadra ha retto una mezz'ora, poi Rastelli ha parlato di «luce» che si è spenta e di una squadra «involuta», e Mogoș ha ammesso che stanno mancando «lucidità e cattiveria». Nessuna pressione alleggerita, solo una squadra che non ha trovato la strada con 16 tiri e un gol, mentre i capi-ultras aspettavano Rastelli e Minadeo per chiedere un cambio di marcia immediato.

Leggi anche Bari, 2.317 spettatori e zero gol presi in casa: il paradosso del San Nicola deserto

Noi la pensiamo così: la rosa è valida e l'allenatore ha qualità, anche se qualche riserva sulle sue scelte la teniamo. Il Bari è secondo con 22 punti, ma il Potenza è a 29, a +7, e Cerignola e Sorrento sono a 20. Il problema non si risolve solo in campo. Chi ha costruito la squadra e chi la guida ne risponde; ma la frattura con la piazza è un fatto che riguarda la proprietà, e lì il silenzio è il dato più pesante.

La partita fuori dal campo

Sul fronte societario il quadro è questo: i documenti contabili sono stati consegnati il 22 ottobre, ma di acquirenti non ce n'è traccia. Sulla multiproprietà il 25 ottobre il legale di Filmauro ha chiesto di riscrivere la norma, e il giorno dopo Malagò ha detto che il consenso va verso la conferma delle regole attuali. Il 14 dicembre ci sono le elezioni federali, e dal 2028 la multiproprietà non sarà ammessa. Di mezzo ci sono una stagione intera e un tifoso che ha smesso di venire.

Il calcio italiano, intanto, è fermo. A sette mesi da Zenica, dove l'Italia ha mancato per la terza volta il Mondiale, si è dimesso un presidente federale, ne è arrivato un altro e si torna a votare. Le riforme sono a zero e si parla soprattutto di nomine e incarichi. Anche in Serie C, dove la piazza di Bari chiede la promozione diretta e non i playoff, si discute di tutto tranne che di rendere il campionato un posto in cui valga la pena andare allo stadio.

Ai De Laurentiis diciamo una cosa semplice: la fiducia si recupera con segnali, non con comunicati. Per cedere servirebbe un acquirente, che oggi non c'è; per restare servono scelte chiare su squadra e rapporto con i tifosi. Il primo banco di prova è lunedì 9 novembre alle 20:45 a Picerno, nostro avversario già eliminato in Coppa Italia Serie C. Poi, sabato 14, arriva il derby con il Foggia: lì lo stadio dirà quanta piazza è rimasta.

Fonte: TuttoC

La parola alla Curva

Nessuno ha ancora parlato
Tu che ne pensi?La discussione su questo pezzo comincia da qui: bastano due righe, e le leggiamo tutte.

Per commentare entra nella Curva — gratis, senza password.