Conosci il nemico: la Scafatese di Facciolo e il tridente Palmieri-Emmausso-Volpicelli
La Scafatese è neopromossa e fino a martedì veniva da otto giornate senza sconfitte: arriva al San Nicola con un attacco che segna e riparte. Ma a Sesto San Giovanni ha sofferto sui palloni alti e sulle palle inattive.

La Scafatese arriva al San Nicola da neopromossa, ma non da comparsa. Nel 2025-26 ha vinto il girone G di Serie D con sei turni d'anticipo ed è tornata tra i professionisti dopo sedici anni. La stagione prima era arrivata terza nel girone I, dietro Siracusa e Reggina. Oggi è ottava con 17 punti in 11 gare, 17 gol fatti e 15 subiti. Più della classifica conta la striscia: fino a martedì i gialloblù venivano da otto giornate senza sconfitte. Si è fermata a Sesto San Giovanni, nel recupero dell'ottava giornata perso 2-1 contro l'Inter U23.
In panchina c'è Michele Facciolo. A Sesto ha schierato un 4-3-3: Forte in porta, Scognamiglio e Bacchetti centrali, Novella e Ferrara terzini. A centrocampo Esposito, Brunet e Proia, davanti il tridente ormai consolidato Palmieri, Emmausso e Volpicelli. Con Toscano squalificato dopo l'espulsione nella gara precedente, Facciolo ha spostato a centrocampo il capitano Esposito. La squadra non ha cambiato idea nemmeno sotto di un gol: è rimasta in partita fino al forcing finale, lasciando l'impressione di un gruppo con una fisionomia precisa.
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I pericoli
Il nome da cerchiare è Palmieri, il numero 27, il solito Palmieri. A Sesto ha riportato la gara in parità al 39': Brunet l'ha mandato solo davanti a Melgrati con un'imbucata al bacio e lui ha chiuso con freddezza. Brunet è quello che accende la manovra tra le linee. Emmausso è pericoloso da fermo: al 21' la sua punizione di destro si è stampata sul primo palo, e al 72' ha calciato ancora dal vertice dell'area. Volpicelli, il numero 7, è l'uomo delle ripartenze: al 56' ha chiuso un contropiede orchestrato da Proia, all'81' ha costretto la difesa a rifugiarsi in angolo.
Alle spalle del tridente c'è una rosa che Facciolo stesso definisce ampia: «La rosa che ho a disposizione mi dà ampia scelta». Ha detto di non escludere il turnover per far giocare chi è più fresco. C'è poi Longo, il centravanti. L'allenatore lo ha detto chiaro: viene da un lungo stop, non ha ancora i novanta minuti nelle gambe e sarà impiegato gradualmente per evitare un altro infortunio. Novella invece ha recuperato a pieno.
Dove si può colpire
A Sesto la Scafatese ha preso due gol e ha rischiato più volte nella propria area. Il 2-1 è nato da una punizione: al 60' Bacchetti ha fatto fallo al limite (il rosso è stato poi cambiato in giallo dopo la revisione) e al 62' Marello ha calciato sul secondo palo, palla sul palo e dentro. All'8' un colpo di testa deviato da Bacchetti aveva già preso il palo, e al 47' Amerighi ha colpito il palo esterno di testa sul primo corner della gara. Poi c'è la fatica: tre partite in sette giorni, con due trasferte che Facciolo ha definito «geograficamente lontane».
Sabato alle 14:30 al San Nicola non c'è spazio per altre letture positive. Dopo il 2-1 di Potenza in Coppa e le parole di Rastelli che la piazza non ha digerito, noi vogliamo vedere una squadra che va a prendersi la partita, non che la amministra. La Scafatese è una neopromossa e per Bari un pari contro di lei non sarebbe un incidente. Ha un attacco che sa ferire, ma anche una difesa che sulle palle alte e sui calci piazzati ha concesso troppo. Tocca a Rastelli e ai suoi dimostrare di averlo visto.
Fonte: Rassegna stampa



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