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Leccese da Abodi con tre parlamentari: «Salvaguardare le regole sulla multiproprietà». E Bari punta a un girone di Euro 2032

Oggi a Roma il sindaco ha incontrato il ministro dello Sport con Melchiorre, Lacarra e Dell'Olio: maggioranza e opposizione hanno chiesto insieme che le norme federali restino come sono. Sul tavolo anche la candidatura della città per gli Europei.

Leccese da Abodi con tre parlamentari: «Salvaguardare le regole sulla multiproprietà». E Bari punta a un girone di Euro 2032
Leccese da Abodi con tre parlamentari: «Salvaguardare le regole sulla multiproprietà». E Bari punta a un girone di Euro 2032 — Grafica Arena Bari

Tre partiti, una sola richiesta: le regole sulla multiproprietà non si toccano. Oggi, 21 ottobre, il sindaco Vito Leccese è andato a Roma dal ministro per lo Sport e i Giovani, Andrea Abodi. Con lui c'erano tre parlamentari pugliesi di schieramenti diversi: il senatore di Fratelli d'Italia Filippo Melchiorre, che ha promosso l'incontro, il deputato del Partito Democratico Marco Lacarra e il deputato del Movimento 5 Stelle Gianmauro Dell'Olio. Hanno discusso di due cose: il futuro della multiproprietà nel calcio professionistico e la candidatura di Bari agli Europei del 2032.

«L'incontro è stato utile innanzitutto a rappresentare al ministro le preoccupazioni di un'intera comunità di sportivi e tifosi rispetto all'ipotesi di una revisione delle norme sulla multiproprietà», ha dichiarato Leccese. E ha aggiunto: «Riteniamo fondamentale salvaguardare le regole attuali, che tutelano l'autonomia delle società e il diritto di ogni tifoseria a coltivare le proprie ambizioni sportive senza condizionamenti». Secondo il deputato Lacarra, Abodi avrebbe confermato la posizione che aveva già espresso e ribadito l'importanza dei principi su cui si basano le regole in vigore. «Siamo molto soddisfatti dell'esito dell'incontro e della disponibilità dimostrata dal ministro Abodi», ha detto il parlamentare del Pd.

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È il secondo passaggio in tre giorni. Lunedì 19 ottobre Abodi, a Bari, aveva già ricordato che c'è una regola fissata dalla Federcalcio nel 2022 e che dal 2028 la multiproprietà tra i professionisti sarà vietata. Quindi la notizia di oggi non è la scadenza, che conosciamo già. La notizia è che la politica barese, tutta insieme, sente il bisogno di andare a Roma a difenderla. Vuol dire che l'ipotesi di una revisione circola abbastanza da preoccupare, e per una piazza che vive la proprietà De Laurentiis come la causa principale della discesa in C non è un dettaglio.

Le parole e lo stadio vuoto

Melchiorre ha parlato di «ricostruire un rapporto di fiducia tra la tifoseria e il mondo del calcio barese, creando le condizioni per restituire entusiasmo e prospettive alla nostra comunità sportiva». Dell'Olio ha rivendicato che «quando si tratta del futuro sportivo della nostra città, le appartenenze politiche passano in secondo piano». Parole giuste, ma che arrivano tardi. Domenica, contro il Crotone ultimo in classifica, al San Nicola c'erano 2.435 spettatori, e dagli spalti è partita la protesta contro la proprietà. Il 18 ottobre il Comitato dei Garanti ha riferito che i De Laurentiis non intendono restare e che sono pronti a vendere anche prima del giugno 2028. Hanno annunciato un advisor, di cui non si conosce il nome, e si sono detti disponibili a consegnare la documentazione contabile. Le istituzioni ora fanno quadrato sulle regole. La domanda che si fa il tifoso è un'altra: chi vigila sui tempi, perché quella disponibilità diventi una trattativa vera e non un modo per arrivare comodi al 2028?

Il secondo tema è Euro 2032. Leccese ha presentato ad Abodi un'iniziativa per rafforzare la candidatura della città: l'obiettivo è ospitare un intero girone della competizione. «È un obiettivo ambizioso, sul quale vogliamo continuare a lavorare con il coinvolgimento di tutte le istituzioni», ha detto il sindaco. Lacarra ha sottolineato anche l'attenzione del ministro per la proposta di riqualificare gli impianti sportivi cittadini.

È qui che un tifoso del Bari fa fatica a entusiasmarsi. Si parla di un torneo internazionale fra sei anni mentre la squadra è seconda in Serie C, cinque punti dietro il Potenza, e gioca davanti a duemila e poco più persone. Le due cose non si escludono, ma l'ordine conta. Un grande evento a Bari non riempie una curva che si è svuotata per protesta. Si riempie quando il club torna in mani che la piazza riconosce come sue.

Intanto il campo non aspetta i tavoli romani. Venerdì alle 20:30 c'è Casertana-Bari allo Stadio Pinto, con quattro assenti sicuri e la prospettiva, non ancora ufficiale, di giocare senza i nostri tifosi nel settore ospiti. Lì la proprietà non si discute. Si discute uno 0-0 che pesa ancora.

Fonte: Borderline24

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