Martedì 20 ottobre 2026 · Serie C · Girone CSito non ufficiale dei tifosi biancorossi
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Legrottaglie: «Il Bari mi prese subito». E sul futuro: «Vorrei essere il riferimento della proprietà»

L'ex difensore racconta l'arrivo in biancorosso da ragazzino, dopo la selezione del Milan a tredici anni, e spiega cosa vorrebbe fare da qui in avanti: campo, strategie e un ruolo di raccordo tra club e tifosi.

Lo stadio San Nicola di Bari
Lo stadio San Nicola — Foto: moveo.telepass.com

«A tredici anni il Milan mi selezionò per altri provini, ma mia madre non voleva che partissi. Damiano Moscato, di Massafra, mi portò al Bari. Mi presero subito». Nicola Legrottaglie torna sull'inizio di tutto in un'intervista in cui ripercorre la sua carriera, e il punto di partenza è il Bari: un ragazzo che il Milan aveva già notato e che invece, per volontà della madre, resta a casa e finisce in biancorosso.

Il passaggio che ci interessa di più riguarda il presente. «Amo il campo, le strategie. Mi piacerebbe anche essere il riferimento della proprietà, trasmettere identità e valori del club a tifosi, città, giocatori e staff. Penso di poter dare molto», dice l'ex difensore. Il ruolo che descrive non è quello dell'allenatore puro e nemmeno del dirigente di scrivania: è una figura di raccordo tra chi comanda e chi tifa, qualcuno che spieghi alla piazza chi è il club e dove vuole andare.

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Letta da Bari, in questi giorni, quella frase pesa. La tifoseria è in protesta contro la proprietà De Laurentiis, col San Nicola sceso a 2.435 spettatori per lo 0-0 col Crotone, la società ha appena comunicato al comitato dei garanti la nomina di un advisor per la cessione e il portavoce Gaetano Sassanelli ha riferito la volontà di vendere anche prima del 30 giugno 2028. Proprio ciò che Legrottaglie descrive, qualcuno che trasmetta identità e valori a tifosi e città, è esattamente ciò che a Bari manca da mesi: tra il club e la piazza oggi c'è un vuoto, non un riferimento.

Questa è una nostra lettura, non una notizia: nessuno collega Legrottaglie a un ruolo in biancorosso, e lui parla della propria visione, non di una trattativa. Ma la domanda che ci portiamo al bar è semplice. Se la proprietà cambierà davvero, chi arriverà dopo dovrà ricostruire prima di tutto un rapporto con la città, e quel lavoro lo fa meglio chi questa maglia l'ha indossata. Intanto venerdì alle 20:30 c'è Casertana-Bari al Pinto, con il Potenza a 25 e noi a 20: il campo, prima di ogni strategia.

Fonte: TuttoBari

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