Salernitana-Bari in tv, i dieci secondi di Maggiore che hanno aperto la strada al pareggio granata
Il match del 4 ottobre all'Arechi era in diretta su Sky Sport e NOW, come ogni gara di Serie C: a complicare la partita del Bari, oltre al campo, ci si è messo anche il nuovo regolamento arbitrale sui tempi morti.

Salernitana-Bari, ottava giornata del Girone C, è andata in onda domenica 4 ottobre in diretta su Sky Sport e NOW, come ogni partita di questo campionato. Il risultato, 2-1 per i campani all'Arechi, lo abbiamo già raccontato: Butić aveva portato avanti il Bari dal dischetto al 10', prima del crollo nel finale con i gol di Lescano all'83' e di Djamanca all'88'. Quello che la diretta ha mostrato, e che in pochi hanno notato subito, è un dettaglio di regolamento rivelatosi decisivo proprio nei minuti del pareggio granata.
Al momento della sostituzione, Maggiore si è attardato in campo per consegnare la fascia di capitano - che porta dal 1° ottobre, da quando l'infortunio ha fermato Mantovani - al compagno subentrato. Un gesto che sembra solo una questione di educazione sportiva, ma che il nuovo regolamento arbitrale punisce senza appello: il limite massimo per abbandonare il terreno di gioco è di dieci secondi, e Maggiore lo ha superato. Colangiuli, pronto a entrare, è stato costretto a restare fuori dal campo fino alla prima interruzione di gioco utile, un minuto di gioco effettivo più tardi: per tutto quel tempo il Bari è rimasto in dieci contro undici. Ed è in quella finestra di inferiorità numerica che la Salernitana ha trovato il gol del pareggio.
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Le altre trappole della Circolare 1 La norma applicata a Salerno fa parte della Circolare 1 dell'Aia per la stagione in corso, pensata per azzerare le perdite di tempo con un reticolo di regole minori capaci di incidere su una partita quanto un errore tattico. Oltre al limite sulle sostituzioni, l'arbitro applica un conto alla rovescia di cinque secondi anche per le rimesse laterali e i rinvii dal fondo, con la sanzione dell'inversione della decisione o del calcio d'angolo concesso agli avversari in caso di eccesso. C'è poi l'obbligo del minuto di stasi a bordo campo per chi viene soccorso dallo staff medico, il protocollo Var estteso al controllo dei secondi cartellini gialli e nuove precisazioni sul doppio tocco accidentale dal dischetto del rigore.
Il succo è semplice: non ha più senso, né in vantaggio né, ancora meno, in svantaggio, restare anche solo per pochi secondi con un uomo in meno per guadagnare tempo. Le soste per infortunio si stanno già riducendo alle situazioni davvero necessarie, perché il prezzo di un ingresso in campo dello staff medico adesso si paga sul terreno di gioco. L'unico margine residuo per prendere tempo resta prima delle punizioni: per tutte le altre riprese di gioco, ogni secondo è un terreno minato.
Che un episodio così sia costato caro al Bari nella gara più sentita del girone - quella del gemellaggio con la Salernitana - pesa doppio. Non è una questione di sfortuna arbitrale: è una distrazione evitabile, in una squadra che fatica già a tradurre il gioco in gol, con un attacco solo nono nel campionato con 11 reti, meno della metà dei 21 del Potenza capolista. Imparare in fretta le nuove regole non è un vezzo da primi della classe: può costare punti, come è successo all'Arechi.
Sabato il Bari torna in campo al San Nicola contro il Giugliano: la lezione di Salerno vale anche lì, perché con il nuovo regolamento ogni sostituzione, ogni rimessa, ogni intervento medico è un dettaglio da gestire con la stessa attenzione di un fallo o di un gol.
Fonte: TuttoBari




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