Sixth Street mette 200 milioni su 248 per San Nicola e Della Vittoria
Nella documentazione del progetto Stadio&Co presentato da Gregory Vaughn è spuntata una lettera di patronage del fondo americano a sostegno della parte finanziaria dell'operazione: un dettaglio che arriva mentre il club è alle prese con il nodo societario e con il comitato dei garanti del sindaco Leccese.

Nella documentazione presentata da Stadio&Co, la società riconducibile a Gregory Vaughn che punta alla riqualificazione di San Nicola e Della Vittoria, è spuntata una lettera di patronage di Sixth Street a sostegno della componente finanziaria del progetto. La quota indicata è di 200 milioni di euro, su un investimento complessivo stimato in 248 milioni: non un dettaglio di contorno, ma la parte più pesante della copertura finanziaria dell'intera operazione.
Sixth Street è un fondo americano attivo a livello internazionale nel settore immobiliare, con una strategia che comprende investimenti flessibili, partnership e soluzioni di capitale su larga scala. A confermare l'interesse del gruppo per l'Italia è stato Giulio Passanisi, Partner e Head of European Real Estate, in un post su LinkedIn del 30 settembre: "L'Italia è sempre stata centrale per il nostro business europeo", ha scritto, parlando dell'obiettivo di combinare relazioni locali profonde con la flessibilità e la scala di una società globale. Passanisi non ha citato il progetto di Bari, ma la coincidenza temporale con la lettera di patronage rafforza il quadro attorno al coinvolgimento del fondo.
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L'operazione punta all'ammodernamento e alla futura gestione di San Nicola e Della Vittoria, anche in ottica Euro 2032. Il primo passaggio formale, l'incontro della conferenza di servizi al Comune, si è tenuto il 6 ottobre; il verdetto sul pubblico interesse del progetto è atteso entro il 21 ottobre, tra cinque giorni. Ma per valutare più compiutamente i contorni dell'intera operazione — finanziamento compreso — bisognerà aspettare la conclusione della conferenza di servizi, stimata in circa cinquanta giorni: un orizzonte che porta a dicembre.
Il progetto-stadio non è un capitolo isolato dalla vicenda societaria. Il sindaco Vito Leccese ha già detto di considerare personalmente legati il futuro degli impianti e un eventuale cambio di proprietà del club, e ieri ha chiesto al comitato dei garanti che il Bari "tenga fede agli impegni" assunti dalla famiglia De Laurentiis, richiamando la scadenza del 30 giugno 2028 sul vincolo di multiproprietà con il Napoli. Proprio oggi, venerdì 16 ottobre, il direttore generale Pierpaolo Marino incontra quel comitato: un tassello che si aggiunge, non per caso, nella stessa settimana in cui emerge il peso finanziario di Sixth Street sul progetto Vaughn.
Duecento milioni su 248 è una cifra che dice quanto l'operazione dipenda da un soggetto esterno al club, in un momento in cui il San Nicola ha toccato il 10 ottobre il minimo stagionale di spettatori, 2.317, con la tifoseria che continua a disertare le gare casalinghe in protesta contro la proprietà — nonostante il Bari non abbia ancora perso in casa quest'anno. Un piano da 248 milioni per rimodernare due stadi semivuoti ha senso solo se cammina insieme, e non in parallelo, alla chiarezza sulla proprietà che la città chiede da mesi.
Il 21 ottobre arriva il primo verdetto, quello sul pubblico interesse. I contorni veri dell'operazione, numeri alla mano, si conosceranno solo quando la conferenza di servizi avrà fatto il suo corso per intero.
Fonte: TuttoBari




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