Catania in C1, la promozione di Cucchi e Esposito nel 1998-99
Quasi trent'anni prima della rincorsa di Longo, Piero Cucchi riportò il Catania in Serie C1 con Raffaele Esposito tra i protagonisti, oggi voce di sostegno alla squadra verso Potenza.

Prima di sognare la Serie B, il Catania ha già vissuto una rincorsa simile, un gradino più in basso. Nella stagione 1998-99 la squadra allenata da Piero Cucchi riportò il club in Serie C1, chiudendo una rincorsa che sembrava più lunga del previsto. Tra i protagonisti di quella risalita c'era Raffaele Esposito, un nome che la piazza associa ancora a quella stagione.
Quella promozione non fu solo un cambio di categoria: fu la prova che un gruppo compatto, guidato da un allenatore capace di tenerlo unito, poteva ribaltare una gerarchia che sembrava già scritta. Esposito, in campo, fu uno degli uomini su cui Cucchi costruì quella squadra. Erano anni in cui il nome del Catania pesava comunque più della categoria che si trovava a giocare, e tornare subito in C1 significava non lasciare che quel peso si trasformasse in rassegnazione.
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Oggi, quasi trent'anni dopo, lo stesso Esposito guarda al Catania di Emilio Longo con gli occhi di chi quella rincorsa l'ha vissuta da dentro. Alla vigilia della trasferta di Potenza ha detto: «Il Potenza è una squadra aggressiva. Date tempo a Longo. Una volta che il Catania ingranerà sarà dura per gli altri».
Le due storie si parlano. Nel 1998-99 l'obiettivo era la C1, oggi è la Serie B: promozione diretta, non playoff, è l'obiettivo dichiarato dalla società. Il Catania arriva a Potenza terzo con 16 punti in 9 giornate, cinque risultati utili consecutivi, a sei lunghezze dalla vetta occupata proprio dagli avversari di sabato. Allo stadio Viviani, per la gara di sabato, i settori Curva Ovest e Distinti Volturno sono già sold out.
Esposito lo sa meglio di altri: una rincorsa non si misura a metà percorso. L'invito a dare tempo a Longo è lo stesso che la piazza chiese a Cucchi, prima che quella squadra arrivasse dove doveva arrivare.




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