Quattro sconfitte in dieci gare, e a Potenza anche il centrocampo ha lasciato dubbi
Il 2-1 del Viviani riapre due discussioni: cosa non ha funzionato a metà campo e se la designazione di Zago fosse opportuna. Domenica al Massimino arriva il Giugliano.

Quattro sconfitte in dieci giornate sono tante, e non solo per il numero. Per una squadra che deve puntare alla promozione diretta, il 2-1 di Potenza è la quarta caduta dopo il 2-1 interno con l'Inter U23 e lo 0-2 di Monopoli. Il Catania è 5° con 16 punti, il Cerignola lo ha scavalcato e il capolista Potenza è a nove punti. Contro la prima della classe si poteva perdere, ma il modo in cui è arrivata la sconfitta lascia domande.
Il centrocampo, prima degli episodi
Si parla molto di arbitri, ed è comprensibile. Ma chi ha visto la partita sa che il Catania è andato sotto al 3', con il colpo di testa di Ghisolfi su assist di D'Auria. Da quel momento ha dovuto rincorrere. La formazione di Longo schierava Vallocchia come unico nome a metà campo davanti alla difesa, con Bruzzaniti, Cicerelli e Insigne più avanti. Il doppio cambio Torrasi-Lunetta è arrivato al 57', quando la partita chiedeva già energie fresche. Se il filtro in mezzo non regge, la responsabilità delle scelte è di chi allena. Lo diciamo con la fiducia che la piazza ha ancora in Longo, che è anche la ragione per cui pretendiamo spiegazioni.
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Zago e le due decisioni che pesano
Poi c'è l'arbitraggio. Al 37' è stato annullato un gol a Cicerelli. Al 66' un controllo al Football Video Support su un contatto in area tra Bruzzaniti e Loiacono ha portato al rigore di Castorani. Il Catania ha chiuso con sei ammonizioni contro due del Potenza, con tre cartellini presi tra l'89' e il 90'. Chi si interroga sulla designazione di Zago non fa polemica: chiede se fosse la scelta giusta per una sfida al vertice davanti a un pubblico così carico. Come tifosi ci aspettiamo che la società si faccia sentire in Lega, e la domanda è semplice: lo farà?
Ma resta una distinzione che non vogliamo perdere. Le decisioni di Zago spiegano una parte della serata, non la partenza a handicap né il gol di Allegretto arrivato soltanto al 90'. Se ci nascondessimo dietro l'arbitro, dopo quattro sconfitte, faremmo a Longo e alla squadra un favore che non meritano.
Domenica 25 ottobre alle 15 al Massimino arriva il Giugliano. È l'occasione per capire se il centrocampo si ripresenta uguale o cambia, e se a Longo si chiede soltanto di vincere o anche di spiegare. La piazza, dopo Potenza, vuole entrambe le cose.
Fonte: TuttoCalcioCatania



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