A Terni lo chiamavano «Capitan Futuro»: chi è Vallocchia, il centrocampista arrivato l'11 settembre
A Terni il soprannome nasceva da una considerazione precisa: non il capitano con la fascia al braccio, ma un giocatore a cui affidare un pezzo del futuro della squadra. Al Catania, con la fascia ancora vacante dopo l'addio di Di Tacchio, quella definizione si misura ogni settimana.

«Capitan Futuro». A Terni lo chiamavano così, e non per caso: non necessariamente il calciatore con la fascia al braccio, ma quello a cui una squadra decide di affidare una parte del proprio domani. Una considerazione costruita partita dopo partita in maglia rossoverde, prima che Vallocchia lasciasse quell'esperienza per il Catania.
L'arrivo in rossazzurro porta la data dell'11 settembre, dentro un pacchetto di rinforzi a centrocampo ufficializzato lo stesso giorno insieme a Cavuoti e Torrasi. Un innesto che si inserisce in un reparto orfano della sua guida naturale: la fascia di capitano è vacante dal 1° settembre, da quando Francesco Di Tacchio ha lasciato Catania per accasarsi alla Casertana, trasferimento poi ufficializzato il 4 settembre. Un soprannome come «Capitan Futuro» arriva così in una squadra che quella parola, capitano, in questo momento non sa ancora a chi assegnarla.
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Sul campo, finora, Vallocchia ha incassato più minuti che proclami. A Caserta, nella vittoria per 1-2 del 27 settembre che ha portato il Catania al terzo risultato utile consecutivo, è finito nel taccuino dell'arbitro insieme a Perrotta. Tre giorni dopo, il 30 settembre, ha respinto la lettura di quel successo come un regalo arrivato dagli avversari: una postura che non si registra spesso in un giocatore alla quarta settimana in una nuova squadra, e che somiglia da vicino a quella considerazione maturata a Terni.
Va detto con la stessa franchezza con cui si giudica tutto il resto: etichettare già un giocatore arrivato da meno di un mese come leader designato sarebbe un salto che i fatti, per ora, non autorizzano. Vallocchia non ha la fascia, non l'ha mai avuta qui, e il Catania di Longo è ancora, nelle parole dello stesso allenatore, una squadra che lavora su «principi diversi» e ha bisogno di tempo per assimilarli. Ma il dettaglio di chi, a distanza di pochi giorni dall'arrivo, sceglie di correggere pubblicamente una narrazione comoda invece di assecondarla, è lo stesso tipo di dettaglio che a Terni aveva fatto nascere un soprannome.
Il prossimo banco di prova arriva presto: sabato 3 ottobre, ore 20:30, il Massimino ospita il Crotone per l'ottava giornata. Il Catania ci arriva nono con 10 punti in 7 partite, dentro quella striscia aperta di tre risultati utili che la vittoria di Caserta ha avviato. Capire quanto il centrocampo rossazzurro possa appoggiarsi davvero a Vallocchia, e se quella parola portata da Terni troverà conferma anche qui, è una domanda che la fascia vacante rende tutt'altro che accademica.
Fonte: TuttoCalcioCatania




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