Balaídos, 9 marzo 2000: l'1-0 di Kovačević non bastò, poi il crollo
Quando la Juventus di Ancelotti arrivò in Galizia con un vantaggio minimo e tornò a casa eliminata dalla Champions League, travolta 4-0 e ridotta in nove uomini.

Il 9 marzo 2000 la Juventus di Carlo Ancelotti gioca il ritorno di Champions League al Balaídos di Vigo. All'andata, in Italia, i bianconeri avevano vinto 1-0 grazie al gol di Kovačević: un vantaggio minimo, da difendere in trasferta contro il Celta Vigo.
In Galizia succede l'esatto contrario di quanto la Juventus si augurava. Il Celta Vigo ribalta la serie e travolge i bianconeri con un pesantissimo 4-0. Sul campo, oltre al punteggio, pesa anche un'espulsione: la squadra di Ancelotti chiude la partita in nove uomini, un dettaglio che racconta quanto quella notte sia sfuggita di mano.
Leggi anche 9 marzo 2000: quella notte il Celta travolse la Juve 4-0 al Balaídos
Non è una sconfitta come le altre: è l'eliminazione dalla Champions League, il torneo che la Juventus non vince dal 1996, da quando Ravanelli e compagni alzarono la coppa. Un digiuno che l'amministratore delegato Giovanni Carnevali ha riconosciuto esplicitamente anche il 14 ottobre scorso, parlando di Europa League e dicendo che «la Juve vuole vincere quel trofeo».
Quel nome, Celta Vigo, è tornato a incrociare la Juventus proprio in questi giorni: ieri, giovedì 15 ottobre 2026, i bianconeri hanno vinto 1-2 al Balaídos in Europa League, con i gol di Woltemade e Kolo Muani. Ventisei anni dopo quella notte amara dell'eliminazione, lo stesso campo ha restituito ai colori bianconeri un risultato opposto: non cambia la storia di allora, ma la ricorda.



La parola alla Curva
Nessuno ha ancora parlatoPer commentare entra nella Curva — gratis, senza password.