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Cambiaso-regista, l'esperimento di Spalletti con un solo centrocampista a disposizione non convince

Nell'amichevole perduta con la Cremonese, Spalletti ha arretrato Cambiaso davanti alla difesa con McKennie unico centrocampista disponibile: il test non ha soddisfatto, e ora l'esterno deve pensare a riprendersi il posto sulla fascia sinistra preso da Çelik.

Cambiaso con la maglia del Juventus
Cambiaso con la maglia del Juventus — Foto: fanpage.it

Luciano Spalletti ha provato Andrea Cambiaso nel ruolo di regista davanti alla difesa. Lo ha fatto nell'amichevole alla Continassa contro la Cremonese, persa 1-0, con il gol di Bonazzoli al 12'. L'esperimento, almeno per adesso, non ha convinto.

La scelta nasce dall'emergenza. Con Locatelli e Thuram fermi ai box fino a dicembre e con Douglas Luiz, Pape Matar Sarr e Koopmeiners impegnati con le rispettive nazionali, a disposizione di Spalletti nel reparto di centrocampo c'era il solo Weston McKennie. Da qui l'idea di spostare Cambiaso, una carriera intera giocata da esterno, in mezzo al campo.

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Spalletti ha schierato la squadra con un 4-3-3, Cambiaso play affiancato dal giovane Makiobo della Next Gen e da McKennie. Il suo ex commissario tecnico in nazionale lo aveva definito un calciatore capace di leggere il campo «non solo in verticale ed orizzontale, ma in modo circolare», un «calciatore in 3D»: probabilmente è proprio questa duttilità ad aver spinto Spalletti a tentare l'esperimento.

Sul campo, però, Cambiaso ha faticato a dare velocità, qualità e verticalità alla manovra. Già nel primo tempo Spalletti ha corretto l'assetto, inserendo un altro centrocampista della Next Gen e alzando McKennie a trequartista; nella ripresa ha riportato Cambiaso sulla fascia destra alta, il ruolo a lui più congeniale.

Pesa anche la condizione fisica: Cambiaso è reduce da oltre un mese di stop per la distorsione alla caviglia rimediata contro il Parma a fine agosto, e non è un dettaglio da poco per chi deve dettare i tempi della manovra palla al piede. Ma la prima sensazione resta che schierarlo davanti alla difesa, «alla Douglas Luiz», sia stato un azzardo: il meglio di Cambiaso, anche nella lettura dello stesso Spalletti, si vede senza palla — negli inserimenti, nei movimenti continui, in quella circolarità che lo rende imprendibile per i riferimenti avversari. Non in costruzione, da fermo, con la squadra alle spalle.

Le «spallettate» sono un marchio di fabbrica dell'allenatore, ma questa nasce più dalla necessità di un centrocampo ridotto all'osso che da una convinzione tattica precisa. E un test fallito in amichevole, con undici rimaneggiato, non si giudica come una bocciatura definitiva: resta però la conferma che non c'è ancora una soluzione pronta per sopperire alle assenze di Locatelli e Thuram.

Per Cambiaso, intanto, la priorità è un'altra: riconquistare il posto da titolare sulla fascia sinistra, che in questo avvio di stagione ha perso a vantaggio di Çelik. Per una nuova spallettata, scrive chi ha visto il test, ci sarà tempo. Il campo vero torna domenica 11 ottobre, ore 20:45, quando la Juventus affronterà il Cagliari all'Unipol Domus con il centrocampo ancora da reinventare.

Fonte: La Gazzetta dello Sport

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