Conosci il nemico: la Lazio di Gattuso, seconda in classifica ma in piena contestazione
La squadra di Gennaro Gattuso arriva all'Allianz Stadium da seconda forza del campionato, ma con il presidente Claudio Lotito sotto accusa dei propri tifosi e un Olimpico che gioca a ranghi ridotti.

La Lazio arriva a questo turno da seconda in classifica, con 16 punti in sei giornate e un attacco che ha già segnato 11 gol subendone solo 4. Dopo il pareggio 2-2 in casa contro il Milan e la vittoria per 1-0 sul Genoa, i biancocelesti si presentano in un buon momento di risultati. Ma intorno alla squadra il clima societario resta teso: a luglio centinaia di tifosi hanno affollato il Teatro Manzoni per gli Stati Generali della Lazio, con un manifesto della "lazialità" e una protesta aperta contro il presidente Claudio Lotito.
Gattuso e il 4-3-3 che vuole il pallone
Sulla panchina c'è Gennaro Gattuso, che nella vittoria contro il Genoa ha schierato la squadra con un 4-3-3: Mandas tra i pali, Floriani, Doekhi, Provstgaard e Tavares in difesa, Frattesi-Rovella-Taylor a centrocampo, Cancellieri-Dia-Zaccagni davanti. Lo stesso Gattuso, dopo il 2-2 col Milan, ha spiegato che la squadra cerca di tenere il pallone e il pressing alto per tutti i 90 minuti, ma che è "dura": contro i rossoneri i biancocelesti si sono abbassati a inizio ripresa e hanno sofferto, subendo due gol pesanti.
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I nomi da temere
Davanti, Zaccagni e Dia restano i riferimenti offensivi, con Cancellieri a completare il tridente sulle fasce. A centrocampo pesa la firma di Frattesi, che ha deciso Lazio-Genoa con un gol nel primo tempo. Dalla panchina Gattuso può cambiare la gara con Isaksen e Pedraza. Tra le novità più recenti c'è Gudmundsson, usato sia da esterno che da falso centravanti: un giocatore che Gattuso stesso ha descritto come capace di adattarsi a più ruoli nella metà campo offensiva a seconda della partita.
Il punto debole più concreto è la tenuta nella ripresa: lo stesso Gattuso ha ammesso che dopo l'intervallo la squadra si abbassa troppo e fa fatica a leggere le mosse avversarie, come successo proprio contro il Milan. C'è poi un fattore ambientale che pesa: l'Olimpico in questo periodo gioca con una capienza ridotta, al 20-30% secondo le parole dello stesso allenatore, che ha parlato di uno stadio "senza tifosi" e di una squadra privata della spinta di 50mila persone. Un contesto che, tra proteste societarie e gradinate silenziose, non aiuta la Lazio a trovare quella spinta che altrove sarebbe scontata.
L'Allianz Stadium ospiterà una Lazio in salute nei numeri ma ancora alla ricerca di serenità attorno a sé, mentre la nostra Juventus insegue la zona Champions dopo la vittoria in Europa League a Vigo. Chiudere la porta su Frattesi e sul tridente offensivo biancoceleste, sfruttare i cali di tenuta nella ripresa che Gattuso stesso ha ammesso: questa è la partita che vogliamo vedere, noi, domenica sera.
Fonte: Rassegna stampa



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