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Gattuso: «Con la Juve ho vinto una finale, ne ho perse quattro: ora serve coraggio»

Alla vigilia di Juventus-Lazio il tecnico biancoceleste ammette che i bianconeri sono più forti sulla carta e scava nel suo personale conto con la Signora, poi avverte i suoi sul rischio blackout già visto con Milan e Monza.

Gattuso: «Con la Juve ho vinto una finale, ne ho perse quattro: ora serve coraggio»
Gattuso: «Con la Juve ho vinto una finale, ne ho perse quattro: ora serve coraggio» — Grafica Arena Juve
Aggiornamento · 18 ott, 00:02

Nel pre-partita Gattuso ha inquadrato la sfida anche in chiave di percorso stagionale, ricordando che siamo solo alla settima giornata e che restano ancora 31 gare da giocare prima di tirare bilanci sulle ambizioni della Lazio. Sulla Juve ha aggiunto un dettaglio tattico in più rispetto a quanto anticipato: i bianconeri possono cambiare assetto offensivo passando da due a tre o quattro attaccanti, restando pericolosi soprattutto sui cross e sui calci piazzati. Per questo il tecnico biancoceleste ha chiesto alla squadra intensità, aggressività e un blocco difensivo solido, consapevole che a campo aperto la qualità avversaria può metterli in difficoltà.

Gattuso non gira attorno all'ovvio. Alla vigilia della trasferta all'Allianz Stadium lo dice in conferenza stampa, senza giri di parole: «Dobbiamo andare a Torino sapendo che giochiamo contro una grande squadra, che sta raccogliendo meno di quanto seminato». E poi il punto: «Sono più forti di noi, ma voglio una squadra che se la gioca, poi vediamo come va. Se andiamo lì con il braccino e il timore, non ci porta a nulla».

Con la Juventus il tecnico della Lazio ha un conto personale che pesa più di ogni calcolo tattico: «Contro di loro ho vinto una finale e ne ho perse quattro. Ma quello è il passato». Sul piano del gioco la legge così: «La Juve può giocare come vuole, ha cambiato tanto. Se giocano con due punte hanno due riferimenti, ma fanno gol anche con i cross riempiendo l'area. Sono fisici e hanno velocità sugli esterni».

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Dietro la frase di circostanza si nasconde un dettaglio che vale la pena notare: la Lazio arriva all'Allianz Stadium seconda in classifica con 16 punti, la Juventus è settima con 11 dopo sei giornate e tre risultati utili consecutivi, a 2 punti dal quarto posto occupato dal Frosinone. Che l'allenatore della squadra meglio piazzata definisca l'avversaria più forte «sulla carta» dice, a modo suo, quanto la Juve stia ancora pagando in classifica un potenziale che nessuno le nega.

Gattuso non si ferma all'avversario: mette nel mirino anche la sua squadra. «Noi possiamo migliorare sull'aumentare i giri e dobbiamo leggere meglio le partite. A volte ci addormentiamo, non andiamo sulle preventive. Con il Monza eravamo in superiorità numerica ma la palla la prendevano loro sulle ripartenze». Da qui l'avvertimento più diretto, riportato in conferenza: non si può permettere alla squadra un altro blackout come quello visto con Milan e Monza.

Il discorso si allarga alla gestione della rosa, tema che Gattuso lega anche a un episodio spogliatoio: «Oggi con cinque cambi si vincono le partite, il calcio è cambiato e i giocatori devono farsi trovare pronti. Tutti quelli che l'anno scorso non avevano tanto spazio e che ora stanno facendo bene se lo meritano». E racconta Belahyane: «Si scusava venendo nel mio ufficio, ma non si doveva scusare di niente, piano piano ha trovato minutaggio e come altri ora è protagonista».

Il concetto di fondo, ripetuto in più forme, resta uno: il coraggio prima di tutto. «Se pensiamo che Dio ce la mandi buona non andiamo da nessuna parte. Quando si va, si va. Poi è chiaro che ci sono i momenti e le zone del campo in cui questo va fatto. Bisogna sempre pizzicare in avanti. Stiamo lì, nel capanno, ma con la voglia di andare». Parole che domenica alle 20:45, quando l'arbitro Davide Massa darà il via a Juventus-Lazio, troveranno la prima risposta sul campo.

Il video ufficiale

Fonte: Sky Sport

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