Champions più ricca dal 2027: per la Juve il salto da 40-45 a 50 milioni
La Uefa ha chiuso il nuovo ciclo commerciale 2027-31 e il montepremi delle coppe europee crescerà di circa il 15%: per i bianconeri, oggi fuori dalla massima competizione, la soglia del quarto posto pesa ancora di più sui conti.

Il numero che riguarda la Juventus più di ogni altro è questo: se i bianconeri tornassero in Champions League nel 2027-28, il solo incasso minimo garantito salirebbe dagli attuali 40-45 milioni a circa 50 milioni. Arriva dal nuovo ciclo commerciale delle coppe europee, negoziato da UC3 — la joint venture fra Uefa ed Efc che vende diritti tv e sponsorizzazioni — e non più triennale come il precedente ma quadriennale, fino al 2031.
Con il supporto dell'agenzia Relevent i manager Uefa hanno portato la media dei ricavi annui da 4,4 miliardi di euro (ciclo 2024-27) a 5,1 miliardi per il periodo 2027-31: un aumento di circa 700 milioni l'anno, spinto anche da contratti tv più ricchi nei cinque mercati principali (+20% in media, con rialzi significativi di Sky e Amazon in Italia) e dall'accordo Paramount negli Stati Uniti, che resta però fermo fino al 2030.
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Di quei 5,1 miliardi, 500 milioni finiranno nella solidarietà per i club che non giocano le coppe e, in misura minore, nelle competizioni giovanili e femminili. Il resto alimenta il montepremi della Champions, oggi fermo a 2,458 miliardi: crescerà di circa il 15%, arrivando a quota 2,8 miliardi. Il meccanismo premia soprattutto chi ha un ranking storico più alto: l'Inter, che quest'anno parte da un minimo di 55 milioni tra gettone di presenza e value pillar, salirebbe a 60-65 milioni qualificandosi nel 2027-28. Juventus e Milan, più indietro in classifica storica Uefa, restano un gradino sotto anche nella proiezione.
Il problema, per la Juve, è che questi numeri oggi non si incassano: la squadra di Spalletti gioca l'Europa League, non la Champions, dopo essere finita fuori dalle prime quattro nella stagione scorsa. In campionato è settima con 10 punti dopo cinque giornate, e il quarto posto — occupato dal Cagliari a sole due lunghezze — non è più soltanto una questione di orgoglio: con le nuove cifre Uefa, vale ancora più della differenza fra un bilancio che si regge e uno che continua a sanguinare.
Perché il bilancio, quello vero, è già in rosso per il nono anno di fila: l'esercizio chiuso al 30 giugno 2026 ha segnato una perdita di 66 milioni, e il club ha già messo in calendario per il 3 novembre un'assemblea che dovrà approvare un aumento di capitale fino a 250 milioni, di cui almeno 100 destinati al mercato. In questo quadro, risalire in Champions non è solo la via sportiva più logica: è anche, concretamente, il modo più rapido per smettere di chiedere soldi agli azionisti ogni anno.
Fa specie, se ci pensiamo da tifosi, che il discorso sul quarto posto si faccia oggi più in termini di milioni che di trofei: è la conferma che la prudenza vista sul mercato di gennaio — prestiti, opzioni, nomi a basso costo come Udogie o de Jong più che colpi a titolo definitivo — non è solo una scelta tecnica di Carnevali e Massara, ma anche la fotografia di un club che non può permettersi di sbagliare un'altra stagione fuori dall'Europa che conta.
Il primo passo per restare in corsa per quei 50 milioni del 2027-28 si gioca domenica 11 ottobre, alle 20:45, all'Unipol Domus: contro il Cagliari che oggi occupa proprio quel quarto posto, la Juve non insegue solo tre punti.
Fonte: La Gazzetta dello Sport




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