Se la Juve sbaglia ancora la Champions, Yıldız vale 100 milioni per il Real Madrid
Il club di Madrid è pronto a tornare sul turco a giugno, con una valutazione che parte da 100 milioni: la soglia è il quarto posto, quello che la Juventus rincorre da una vita e che oggi vale due punti in classifica.

Cento milioni, forse di più: è la cifra su cui la Juventus ragiona da circa un anno quando si parla di Kenan Yıldız, ed è lo stesso numero da cui il Real Madrid è pronto a ripartire se dovesse tornare all'assalto il prossimo giugno. Il interesse dei Blancos non è nuovo: risale all'inverno 2025, quando l'allora tecnico Xabi Alonso lo aveva indicato come obiettivo numero uno per risolvere la grana Vinícius Júnior, visto in quel momento come corpo estraneo nello spogliatoio madrileno. Quella storia si è chiusa a inizio agosto con il rinnovo del brasiliano dopo una riunione fiume, e il cambio di panchina che ha portato José Mourinho sulla panchina del Real ha complicato ulteriormente la pista. Ma il nome di Yıldız, nei discorsi dei Galacticos per la prossima estate, resta accostato a quello di Haaland: e per entrambi i soldi non sono un problema, come dimostrano i 140 milioni offerti al Lipsia per Diomande.
Non c'è solo il Real. L'Arsenal ha un buco relativo sulla trequarti sinistra nonostante i 40 milioni investiti in estate su Christos Tzolis dal Bruges, e il profilo di Yıldız risponderebbe a quell'esigenza. Anche il Bayern Monaco lo segue da lontano, pur avendo già una batteria affollata in quella zona di campo con Luis Díaz, Olise, Musiala, Karl e Saibari. Tre club importanti sulla stessa lista: la conferma che il valore del turco, in questi mesi di infortunio, non si è affatto fermato.
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Alla Continassa la risposta, fin qui, è stata quella del rinnovo e della parola incedibile. Yıldız ha firmato un contratto da 7 milioni per quattro anni e mezzo, più 6 alla firma: cifre diventate il paradigma del nuovo tetto salariale voluto dalla dirigenza, la base su cui si regge la filosofia di puntare su di lui come volto della squadra. Lo scudo, in parte, è già nei 250 milioni di aumento di capitale chiesti da Exor all'assemblea del 3 novembre.
Il piano B gioca nello stesso ruolo
Ma la fonte madrilena mette sul tavolo una condizione che la Juventus conosce bene: se anche questa stagione dovesse chiudersi senza il quarto posto, il discorso cambia. E non è un caso che il nome accostato a quello scenario sia Alajbegović, pagato 30 milioni più 5 di bonus come occasione di mercato estivo e schierato nella stessa posizione di Yıldız, oggi fuori per infortunio fino a dicembre. Proprio l'assenza del turco diventa, paradossalmente, il banco di prova per misurare quanto la squadra possa reggere senza di lui — e quanto Alajbegović possa davvero sostituirlo. Se la risposta sarà positiva, il club avrebbe già in casa il sostituto per affrontare un'eventuale cessione nell'estate 2027.
Il contesto in cui tutto questo si gioca è la classifica di oggi: la Juventus è settima con 10 punti dopo cinque giornate, a due soli punti dal Cagliari quarto. Due punti sono pochissimo a ottobre, ma sono anche la misura esatta di quanto pesi ogni partita da qui alla fine — a partire da quella di domenica 11 ottobre all'Unipol Domus, contro lo stesso Cagliari che occupa il posto Champions. Un dettaglio che rende meno teorica, e più fastidiosa, la minaccia che arriva da Madrid.
C'è una contraddizione che vale la pena di dire chiara: abbiamo appena fatto di Yıldız il simbolo di una Juve che rompe con i contratti folli e punta sui propri gioielli, e nello stesso momento la stampa spagnola calcola a quali condizioni potremmo essere costretti a venderlo. Non è un tradimento della strategia, è il rischio che quella strategia porta con sé quando il quarto posto resta un obiettivo mancato da più di una stagione: la responsabilità di tenerlo lontano da Madrid non è di Yıldız, è di chi deve costruire una squadra capace di stare stabilmente in Champions. Il campo, da domenica a Cagliari, comincia a dare le prime risposte.
Fonte: Corriere dello Sport




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