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Spalletti zittisce chi esclude la Juve dallo scudetto: «Non ce ne frega niente»

Alla vigilia di Cagliari il tecnico risponde a chi non mette i bianconeri tra le candidate al titolo: «Siamo noi che alziamo l'asticella del nostro mirino».

Luciano Spalletti
Luciano Spalletti — Foto: Quirinale · Attribution
Aggiornamento · 10 ott, 20:27

Alla vigilia della sfida, Spalletti ha ribadito il concetto a muso duro, aggiungendo che il Cagliari «merita i punti fatti sinora ma non la vittoria dell'anno scorso» nel precedente giocato lo scorso gennaio. Sul fronte formazione, il tecnico ha confermato di aver gestito il post-sosta con allenamenti personalizzati e ha chiarito i dubbi su Cambiaso, Zhegrova e Sarr, tutti arrivati al match con ballottaggi aperti fino alle ultime sedute. Ha poi chiesto a Kolo Muani di spaziare su tutto il fronte offensivo senza limitarsi al ruolo di prima punta, e ha speso parole di elogio per Douglas Luiz, Nico Gonzalez e Koopmeiners.

«La Juventus sarà sempre condannata a vincere, sia che se ne parli bene sia che se ne parli male: siamo noi che alziamo l'asticella del nostro mirino, abbiamo ambizioni forti». Spalletti lo dice a poche ore dalla trasferta di Cagliari, rispondendo a chi nei giorni scorsi ha osservato che la sua Juve non è tra le candidate allo scudetto.

La risposta dell'allenatore non lascia spazio a mezzi termini: «Non ce ne frega niente. Noi sappiamo dove stiamo vivendo questo momento di vita o professionale e non ce lo facciamo indicare da nessuno».

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I numeri, però, raccontano una squadra che deve ancora dimostrare sul campo quello che il suo tecnico rivendica a parole. La Juventus è settima con 10 punti dopo cinque giornate, frutto di tre vittorie, un pareggio e una sconfitta, con un attacco che ha segnato 8 gol e una difesa che ne ha subiti 4. Davanti ci sono l'Inter capolista a 16, poi Roma e Lazio appaiate a 13 e il Cagliari, prossimo avversario, a 12: sei punti separano i bianconeri dalla vetta, dopo appena cinque partite.

Il percorso fin qui è stato un'altalena: il successo di misura a Frosinone, il 2-0 rifilato al Parma, il pareggio interno con il Milan, la sconfitta a Sassuolo e la netta vittoria sull'Atalanta che ha chiuso la sosta con l'ambiente di nuovo acceso. Proprio durante la pausa per le nazionali Spalletti aveva già alzato i toni in allenamento, chiedendo alla squadra più gol, più cattiveria sotto porta e più conclusioni verso la porta avversaria: un lavoro mirato a cambiare quei numeri, non solo le parole in conferenza.

Le ambizioni forti si possono rivendicare a microfoni spenti quanto si vuole, ma la Juve arriva a questo appuntamento senza un bomber che garantisca i 20-25 gol a stagione e con un rendimento che fin qui ha prodotto più bilanci in equilibrio che fughe convincenti. Dire «alziamo noi l'asticella» pesa doppio se poi sul campo continua a mancare la cattiveria sotto porta che lo stesso Spalletti ha chiesto alla squadra appena rientrata dalla sosta.

Il banco di prova arriva già domani: domenica 11 ottobre, ore 20:45, all'Unipol Domus, contro un Cagliari quarto in classifica con la miglior difesa del campionato. Le parole di Spalletti troveranno la prima vera risposta lì, non in un'intervista.

Il video ufficiale

Fonte: ANSA

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