Bremer, McKennie e Kolo Muani: la Juve dei big per sfatare il tabù Cagliari
Spalletti riparte dai titolari per la trasferta di Unipol Domus, dove un anno fa i bianconeri dominarono e persero comunque 1-0: dopo tre settimane di nazionali si apre un ottobre da sette partite in venti giorni.

Riattaccare la spina subito, senza sconti. Dopo tre settimane di sosta, Spalletti prepara Cagliari-Juventus di domenica schierando i titolari rimasti ad allenarsi alla Continassa e la maggior parte dei reduci dalle nazionali: Bremer, McKennie, Kolo Muani e Conceição guidano la squadra che vuole evitare scherzi in Sardegna. Il motivo è scritto nella scheda dei precedenti: la stagione scorsa, a Unipol Domus, la Juventus dominò la partita e tornò a casa sconfitta 1-0 contro i rossoblù. Un incubo ancora fresco, proprio mentre il Cagliari di Fabio Pisacane si presenta da quarto in classifica con 12 punti, due più dei bianconeri.
A centrocampo arretrato Spalletti conferma la difesa a tre con Bremer al centro. Ai suoi lati Pierre Kalulu, titolare soltanto due volte su quattro con la Francia di Zinedine Zidane, e Jhon Lucumí, l'ultimo a rientrare a Torino: difficile farne a meno, anche se in caso di prudenza lo spazio andrebbe a Lloyd Kelly, con Kelly e Gatti pronti a giocarsi un posto in Europa League. Sulla fascia destra Zeki Çelik e Andrea Cambiaso si divideranno le due trasferte ravvicinate: uno partirà titolare in campionato, l'altro giovedì a Vigo. McKennie, che ha sfruttato la sosta per tirarsi a lucido, è l'unico davvero intoccabile.
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Douglas Luiz, tornato a respirare l'aria della Seleção, guiderà la mediana insieme a Sarr. In attacco Spalletti si affida ancora a Kolo Muani, a caccia del primo gol in Serie A del 2026 dopo lo zero tiri in porta nell'amichevole con la Cremonese, e spera che l'aria di coppa faccia bene anche a Woltemade, timbro al Nec ma parentesi deludente con la Germania. Conceição, che contro la Norvegia ha dimostrato di aver smaltito la contusione alla coscia, dovrebbe partire titolare e dividersi la gara con il ritrovato Zhegrova, inutilizzabile in Europa League. Verso la conferma anche Nico González.
Un ottobre da bollino nero
Dietro le scelte di formazione c'è un calendario che non lascia margine di errore: dopo Cagliari la Juventus affronta Celta Vigo, Lazio, Rennes, Lecce, Genoa e Napoli, sette incontri tra Serie A e coppa in una ventina di giorni che si chiudono il 1° novembre con il big match al Maradona. Risalire la classifica è l'urgenza tecnica, ma pesa anche il clima intorno alla squadra: sulla panchina lasciata da Antonio Conte continuano a comparire locandine nostalgiche, e Spalletti vuole evitare che una partenza in salita si trasformi in nuove polemiche. Da qui la scelta di andare sul sicuro, pochi calcoli e una partita alla volta.
C'è un dato che gioca a favore del tecnico toscano: storicamente cambia marcia proprio a ottobre, con una media di 1,92 punti a partita, battuta solo a maggio (1,94). Un precedente che pesa, ma che non vale come garanzia per una squadra settima con 10 punti e con Yıldız, Locatelli, Thuram, Grabara, Cabal, Boga ed Ekhator tutti fermi ai box. Domenica alle 20:45, a Unipol Domus, si misura se la Juve dei big basta a sfatare davvero il tabù Cagliari.
Fonte: La Gazzetta dello Sport




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