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Spalletti: «Ho fatto parlare tutti e sono rimasto zitto». Col Rennes Kolo Muani e Woltemade titolari insieme

Alla vigilia dell'Europa League l'allenatore annuncia la doppia punta dal primo minuto e racconta la riunione dopo lo 0-3 con la Lazio. Sugli svantaggi delle ultime partite però non dà una spiegazione: «Non c'è una ragione specifica».

Luciano Spalletti
Luciano Spalletti — Foto: Quirinale · Attribution

«Kolo Muani e Woltemade? Partono titolari tutti e due». Spalletti ha confermato in conferenza stampa la scelta di cui si parlava da giorni alla Continassa. Domani alle 18:45, all'Allianz Stadium contro il Rennes, la Juventus giocherà con due centravanti dal primo minuto. Il motivo è riempire di più l'area avversaria, e poi c'è la rosa: Conceição è fermo per la lussazione alla spalla sinistra, Yıldız è infortunato e Zhegrova non è nella lista Uefa.

La coppia è nata proprio in Europa League. A Vigo Woltemade ha segnato al 58' e Kolo Muani ha chiuso la partita al 90' su assist di Cambiaso. Il francese arriva con tre gol nelle ultime due uscite, più quello annullato al 25' con la Lazio per un fuorigioco confermato dal Var. Il tedesco invece in campionato non ha ancora segnato, e domenica sera era tra i bersagli della contestazione. Sono due giocatori in condizioni molto diverse, messi insieme anche perché le alternative sono poche.

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La riunione e il silenzio

La parte più interessante della conferenza riguarda il confronto con la squadra dopo lo 0-3. Che ci fosse stato lo avevamo già raccontato, adesso Spalletti spiega come è andato: «Nell'ultima riunione li ho fatti parlare molto per avere più informazioni possibili per aiutarli a non ridurre il loro livello durante le partite. Ho avuto conferma dell'onestà e della serietà dei loro pensieri, si sono mostrati disponibili a mostrare più cose e a inserire più variabili nella partita». E ancora: «Le componenti importanti sono quelle del dialogo e del metodo, ossia dell'allenamento. Ho fatto parlare tutti e sono rimasto zitto, mi ha fatto piacere sentire quello che avevano da dire. Significa che per me è più facile proseguire il lavoro che devo fare».

Ascoltare uno spogliatoio che la sera della Lazio è andato in cortocircuito, con lo sfogo di Bremer sui fischi e la replica dell'allenatore, può essere la scelta giusta. Il dubbio è un altro. Dopo una sconfitta in casa con tre gol subiti su tre tiri in porta, la piazza si aspettava di sentire una linea chiara da chi allena, più che un allenatore che ascolta. «Più facile proseguire il lavoro» è una frase che si capisce. Il problema è che quel lavoro, al momento, vale l'ottavo posto in campionato.

Poi c'è la domanda sugli svantaggi delle ultime partite, a Vigo come con la Lazio. Spalletti risponde così: «Non c'è una ragione specifica. Ogni partita ha la sua storia e si deve essere in grado di reagire alle situazioni diverse che ogni volta l'avversario propone. Bisogna stare dentro le conseguenze delle proposte avversarie, sapere quando pressare o quando aspettare. Dobbiamo essere più netti quando prendiamo una scelta». L'ultima frase è la più onesta. Però vale anche per la panchina, perché è l'allenatore che decide quando la squadra deve pressare e quando aspettare. Se il difetto si ripete partita dopo partita, dire che una ragione specifica non c'è non basta.

Dall'altra parte arriva un Rennes reduce dalle vittorie su Auxerre e OFI Creta, ma con Haise ancora arrabbiato per il 4-3 preso dal Paris FC e pronto a cambiare qualche titolare. Domenica alle 18 c'è Lecce-Juventus. Se anche queste due partite andassero male, la decisione sulla panchina potrebbe passare a Elkann. Il dialogo di cui parla Spalletti l'ha già avuto. Domani si vedrà se la squadra ha cambiato davvero qualcosa.

Il video ufficiale

Fonte: Goal.com

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