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Kolo Muani chiude il caso Bremer: «Un po' di tensione, ci siamo detti le cose in faccia». Domani il Rennes dirà se basta

Alla vigilia dell'Europa League l'attaccante francese parla del dopo Lazio: lo spogliatoio ha discusso e, a suo dire, ha risolto. Domani alle 18:45 all'Allianz Stadium si vedrà se la squadra è davvero unita.

Randal Kolo Muani
Randal Kolo Muani — Foto: Supporterhéninois · CC0

«C'era un po' di tensione, comunque poi ne abbiamo parlato all'interno dello spogliatoio, bisognava dirsi le cose in faccia». Randal Kolo Muani si presenta alla vigilia di Juventus-Rennes e prova a chiudere il caso nato domenica sera, a fine Juventus-Lazio. Dopo lo 0-3 Bremer aveva detto: «Non posso prendere per mano tutti i miei compagni di squadra, quando ci sono i fischi qualcuno si nasconde».

Per il numero 9 la discussione è stata «costruttiva». Ha spiegato: «Dobbiamo dimostrare in campo quello che sappiamo fare e seguire le indicazioni che ci dà il mister. Come in una famiglia ogni tanto ci sono problemi: si affrontano in maniera franca e diretta e si risolvono». Il vicecapitano si era già scusato con i compagni nel post-partita, su richiesta di Spalletti, e l'ipotesi di una multa per ora è solo ventilata. Martedì l'allenatore ha poi parlato con il gruppo alla Continassa. Le parole di Kolo Muani confermano quindi una ricucitura già avviata, ma non spiegano perché si sia arrivati a quel punto.

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«Non direi che ci manca personalità»

È qui che il discorso si fa meno convincente. Alla domanda sulla personalità della squadra Kolo Muani risponde: «Non direi che ci manca personalità. Abbiamo un buon gruppo, con tanti ragazzi nuovi che stanno lavorando duro per integrarsi il prima possibile. Come gruppo siamo molto uniti e l'abbiamo già dimostrato». Contro la Lazio però i numeri dicono altro. Con il 58% di possesso la Juve ha tirato due volte nello specchio, è finita in fuorigioco sei volte e Vicario non ha fatto nemmeno una parata, mentre la Lazio ha segnato con tutti e tre i suoi tiri in porta. Lo stesso Spalletti, a Il Club su Sky Sport, aveva parlato di «molte fragilità». I nuovi arrivati sono tanti, questo è vero. Ma a fine ottobre, dopo sette giornate e con l'ottavo posto a 11 punti, l'integrazione non può più servire da spiegazione.

Il passaggio più interessante riguarda Spalletti: «Il mister mi dà tanti consigli. Ci aiuta tanto e noi abbiamo bisogno dei suoi consigli. In questo mondo è molto importante sentire la fiducia dell'allenatore, che ci spinge sempre ad andare oltre i nostri limiti». Lo dice uno degli attaccanti più in vista di questo avvio. Contro la Lazio si è visto annullare un gol al 25' per fuorigioco, confermato dal Var, e a Vigo aveva firmato il 2-1 al 90' su assist di Cambiaso. Detto pubblicamente nella settimana in cui la società tiene l'allenatore solo «per ora», è un sostegno che pesa. Resta da capire quanto peseranno le parole quando a giudicare saranno i risultati.

Sulla gara, Kolo Muani ha precisato: «Arriviamo da due vittorie di fila e vogliamo la terza». Parla del girone di Europa League, dove sono arrivati il 5-0 al NEC Nijmegen e l'1-2 di Vigo, e non della stagione nel suo insieme. Il Rennes di Franck Haise arriva dai successi su Auxerre e OFI Creta. Per Kolo Muani i francesi sono «qui per vincere». A Torino si discute se affiancargli Woltemade o Nico González davanti, con la difesa a tre. Mancherà Conceição, fermato dalla lussazione alla spalla sinistra. Sulla condizione fisica il francese non ha nascosto la fatica: «Giochiamo ogni tre giorni».

Siamo onesti: parlare di famiglia e di spogliatoio unito a tre giorni da un 0-3 in casa è il minimo che ci si possa aspettare da un giocatore alla vigilia. Il tifoso che domenica ha fischiato non chiede parole. Chiede di non vedere più nessuno nascondersi.

Domani alle 18:45 all'Allianz Stadium arriva la prima risposta. Domenica alle 18 a Lecce c'è la seconda, ed è lì che il futuro della panchina rischia di passare di mano.

Fonte: Sportmediaset

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