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Haise chiama la Juve «mostro sacro mondiale» e «tra le favorite»: tre giorni dopo lo 0-3, l'etichetta pesa più dell'elogio

Alla vigilia di Juventus-Rennes l'allenatore francese ci descrive come una big europea abituata alla Champions. Domani alle 18:45 all'Allianz Stadium bisogna dimostrare di esserlo ancora, dopo la notte della Lazio.

Lo stadio Allianz Stadium di Torino
Lo stadio Allianz Stadium — Foto: Matteo Aresca 05 · CC BY-SA 4.0

«La Juve è un mostro sacro mondiale, lo si percepisce anche quando entri allo stadio: loro sono abituati a giocare in Champions, per noi è una grande occasione incontrare una delle favorite alla vittoria finale». Franck Haise si è seduto nella sala conferenze dell'Allianz Stadium e ha scelto di presentare così la terza giornata del girone di Europa League. Sono parole di rispetto. Detto domani a chi è uscito dallo 0-3 con la Lazio fra i fischi, quel rispetto suona quasi come un promemoria.

Perché il dettaglio che sfugge all'allenatore del Rennes è proprio quello che brucia a noi: questa Juventus in Champions non c'è. La stagione scorsa è finita fuori dalle prime quattro, e l'Europa League è la strada scelta per forza, non per gusto. Che dall'altra parte ci considerino ancora una squadra «abituata» alla coppa più importante dice quanto pesi la maglia. Non dice niente su come la stiamo portando adesso.

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«Una delle favorite» è un'etichetta che la società si è messa addosso da sola. Il 14 ottobre Giovanni Carnevali l'ha detto senza giri di parole: la Juve vuole vincere quel trofeo. Un obiettivo legittimo per un club che in Europa non vince niente dal 1996. Ma fra la dichiarazione dell'amministratore delegato e le parole di Haise c'è di mezzo una sconfitta in casa che non si vedeva dal 1995, con la Lazio a segno con tutti e tre i tiri nello specchio e Vicario mai chiamato a una parata. Le favorite non perdono così.

Il Rennes si copre, e sa dove guardare

Il resto della conferenza è stato più pratico. «Abbiamo una rosa di grande qualità e tutti i giocatori che scenderanno in campo daranno il massimo per aiutare in fase difensiva», ha spiegato Haise, ammettendo che «nelle ultime partite abbiamo concesso troppi gol» e che «servirà una grande prestazione di squadra». Il tecnico francese ha messo l'accento sulla coppia d'attacco bianconera, che a suo dire ha livello e qualità. Viene da pensare a Kolo Muani e Woltemade, che Spalletti ha annunciato titolari insieme: proprio la soluzione nuova su cui l'allenatore si gioca questa settimana.

Sull'assenza di Lepaul, Haise ha aggiunto un solo dettaglio: «È rimasto a Rennes a curarsi, non ho le tempistiche precise ma per questa sfida non ci sarà». Il resto lo sappiamo già. È l'ennesimo segnale che domani il Rennes arriva con un problema vero là davanti.

Ecco il punto scomodo. Un avversario che dichiara di voler difendere, che ammette di prendere troppi gol e che gioca senza il suo centravanti è esattamente il tipo di partita che la Juve di queste settimane non può permettersi di sbagliare. Se domani non passa, gli elogi di Haise diventano il titolo più crudele della settimana. Se passa, non avrà risolto niente di quello che la Lazio ha messo a nudo: la squadra che non verticalizza, la difesa che è la stessa dello 0-3, uno spogliatoio che ha dovuto chiarirsi a parole.

Noi la etichetta di «mostro sacro» la lasceremmo volentieri agli avversari. Domani alle 18:45 serve una partita da squadra che sa cosa vuole, non da club che vive di nome. Poi domenica alle 18 c'è Lecce-Juventus, e lì si torna a fare i conti con la classifica.

Il video ufficiale

Fonte: Sportmediaset

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