Conosci il nemico: il Rennes di Franck Haise, Bretagna rosso-nera che arriva allo Stadium
Giovedì alle 18:45 l'Europa League ci mette davanti lo Stade Rennais. Un club che vive di vivaio, un allenatore che in Francia conosciamo per il suo Nizza, e una partita che dopo lo 0-3 con la Lazio non possiamo permetterci di sbagliare.

Lo Stade Rennais Football Club, per tutti il Rennes, è il club della Bretagna: fondato nel 1901, rosso e nero sulla maglia, l'ermellino come simbolo. Gioca al Roazhon Park, poco meno di 30.000 posti. La proprietà è di François Pinault attraverso il Groupe Artémis, il presidente è Nicolas Holveck. In bacheca ci sono tre Coppe di Francia e una Supercoppa. Non è una grande d'Europa, ma dal 1998 in avanti, con i soldi di Pinault e un centro sportivo nuovo, ha costruito una presenza quasi fissa nelle coppe: nel decennio 2000-2010 ha giocato in Europa cinque volte su dieci. Quest'anno è impegnato in Ligue 1 e in Europa League.
La stagione in Francia, per quello che se ne sa, è partita a rilento. Alla vigilia della sfida casalinga con l'Auxerre dell'11 ottobre, il Rennes era decimo in Ligue 1 con 6 punti in cinque giornate: una vittoria, tre pareggi e una sconfitta, sette gol fatti e sette subiti, e un 1-1 appena raccolto con il Nantes. Numeri che dopo cinque turni non dicono quanto vale una squadra, e non li usiamo come verdetto. Dicono però una cosa: anche loro arrivano a Torino con una classifica che non li tranquillizza, non solo noi.
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L'allenatore che abbiamo già incrociato in Francia
In panchina siede Franck Haise, e il suo nome ai tifosi di Ligue 1 ricorda il Nizza. Con quel Nizza, il 3 gennaio 2025, aveva battuto 3-2 proprio il Rennes allora guidato da Jorge Sampaoli: tre gol nel primo tempo, Guessand al 12', Diop al 34', Laborde nel recupero, e una ripresa in cui il Rennes di Kalimuendo e Truffert aveva accorciato senza riuscire a riprenderla. Quel Nizza era imbattuto in casa da inizio stagione. Il Rennes di quei mesi, invece, in trasferta aveva perso sette delle ultime otto: era stato appena rimesso in piedi da Sampaoli dopo un avvio pessimo. Adesso Haise sta dall'altra parte, e porta con sé l'idea di una squadra che la partita la costruisce nei primi quarantacinque minuti.
Dove si può colpire
Il Rennes è un club che per scelta cresce giocatori in casa e li butta dentro appena l'allenatore li ritiene pronti: da lì sono usciti Wiltord, Gourvennec, Le Pen, poi M'Vila, Brahimi, Briand, Diallo. È una forza, ma è anche la sua natura: una squadra che ogni stagione si ricostruisce e che raramente parte con lo stesso blocco. L'anno e mezzo scorso lo ha detto il campo, con quella serie di sette sconfitte esterne su otto prima di Nizza. Fuori dal Roazhon Park il Rennes è un'altra cosa, e lo Stadium giovedì deve ricordarglielo. A patto che la nostra squadra ci sia, cosa che domenica contro la Lazio non è successa.
Noi non ci interessa il blasone dell'avversario, ci interessa quello che abbiamo visto due giorni fa: zero tiri che contano, tre gol presi, uno stadio che ha fischiato. L'Europa League è l'unica strada che ci resta per tornare in Champions senza dipendere da una classifica dove siamo ottavi, e il Rennes è l'ostacolo di questo giovedì. Senza Yıldız, Locatelli, Thuram e Conceição non c'è più nessuno da aspettare: chi scende in campo alle 18:45 deve dimostrare che lo 0-3 era un incidente e non un livello.
Fonte: Rassegna stampa




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