Conosci il nemico: l'AZ, due titoli olandesi e una città che dice «la vittoria comincia ad Alkmaar»
Giovedì alle 21 la Juventus gioca all'AFAS Stadion per l'Europa League. Di fronte c'è l'AZ, il club di una città che ogni anno festeggia ancora un assedio respinto nel 1573.

Alkmaar è una città di 93.912 abitanti nell'Olanda Settentrionale, nella regione della Frisia Occidentale. La sua squadra principale è l'Alkmaar Zaanstreek, che tutti chiamano AZ. Ha vinto il campionato olandese nel 1981 e nel 2009, a ventotto anni di distanza. È un club che è arrivato in cima al calcio dei Paesi Bassi in due epoche diverse, e questo basta a dire che giovedì non andiamo in gita. È un'altra trasferta europea, in un torneo che è un trofeo vero e la strada più diretta per tornare dove questa piazza pretende di stare: la Champions League.
C'è una frase che ad Alkmaar si porta dietro da secoli: «Bij Alkmaar begint de victorie», cioè «la vittoria comincia ad Alkmaar». Viene dal 1573, quando la città, in piena guerra degli ottant'anni, respinse l'assedio delle truppe spagnole guidate da Fernando Álvarez de Toledo. Fu una svolta di quella guerra e la città la ricorda ancora ogni 8 ottobre, il giorno in cui l'assedio finì. Per chi va a giocarci contro, è un avvertimento scritto nella storia del posto: lì si sono abituati a non farsi prendere.
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Come ci arriviamo
Arriviamo dal 2-0 al Napoli di domenica all'Allianz Stadium, con i gol di Alajbegović al 70' e di Boga all'87', due degli arrivi dell'estate. È una vittoria che ha acceso l'ambiente, ed è giusto così: battere il Napoli non è mai una cosa da poco. Ma l'Europa League è un torneo diverso e quella serata non porta niente in dote all'AFAS Stadion, se non la conferma che questa squadra sa vincere una partita importante anche quando il gol arriva tardi. Ad Alkmaar bisogna rifarlo da capo, con le scelte che Luciano Spalletti farà per una notte europea.
Chi manca da noi
Il primo nome è Francisco Conceição, squalificato dalla UEFA per tre giornate per gli insulti all'arbitro Mariani. In più ha una lussazione alla spalla. È un'assenza che pesa e che si è procurato da solo: un giocatore della Juventus in Europa deve sapere dove passa il limite. Kenan Yıldız è fermo per la frattura al metatarso. Ha finito la fase di lavoro al JMedical e si prepara a tornare in campo. Una buona notizia c'è: Ekhator è di nuovo a disposizione dopo due mesi di stop per lo stiramento alla coscia che lo teneva fuori da fine agosto.
Ad Alkmaar dicono che la vittoria comincia da loro. Giovedì alle 21 vogliamo che stavolta la frase valga per noi. Senza proclami, perché a novembre nessuna partita decide una stagione, ma anche senza pensare che una trasferta in Olanda sia un passaggio di routine. Questa Juventus è fuori dalla Champions League e il modo più serio per rientrarci passa anche da notti come questa. Un avversario con due titoli nazionali, uno stadio da espugnare, novanta minuti da giocare con l'intensità che l'Allianz Stadium ha visto contro il Napoli. Il resto lo dirà il campo.




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