McKennie, Alajbegović e Cabal da valutare: verso Alkmaar la Juve conta anche gli acciaccati
Il 2-0 al Napoli lascia tre nomi da valutare. Il caso più delicato è McKennie, che ha un indurimento all'adduttore e deve fare due giorni di riposo prima di una nuova valutazione. Giovedì alle 21 all'AFAS Stadion la linea è la massima precauzione.

Il 2-0 al Napoli lascia tre nomi da valutare, e a due giorni da Alkmaar-Juventus il dettaglio pesa. McKennie ha un indurimento all'adduttore, Alajbegović una contusione, Cabal un affaticamento muscolare. Per nessuno dei tre si parla di qualcosa di serio. Ma con una rosa già corta la scelta è la massima precauzione, e giovedì alle 21 all'AFAS Stadion la squadra rischia di essere ancora più ridotta. Non tanto per infortuni veri, quanto per evitarne di nuovi.
Il caso più delicato è quello dell'americano. Domenica è uscito all'intervallo e al 45+1' al suo posto è entrato Gatti. Il programma prevede due giorni di riposo e poi una nuova valutazione, per capire se si tratta solo di affaticamento o di qualcosa di più serio. Fino ad allora i tempi di recupero non ci sono. Per Spalletti sarebbe una perdita pesante: il numero 22 aveva segnato a Lecce ed è lo straniero con più presenze (234) e più gol (28) nella storia della Juventus.
Leggi anche Gotti mette il dito sulla piaga: «La Juve non verticalizza», e Spalletti deve trovare la soluzione
Gli altri due preoccupano meno. Alajbegović, il classe 2007 che al 70' ha sbloccato la partita col sinistro sul palo e dentro, ha preso una contusione. Lunedì mattina però si è già allenato regolarmente, e questo autorizza un cauto ottimismo. Cabal domenica sera ha dovuto limitarsi per un affaticamento muscolare. Le prime indicazioni dalla Continassa ridimensionano il problema, e il colombiano dovrebbe smaltirlo in poco tempo.
Un'infermeria che non si svuota
Questi tre si aggiungono a un elenco già lungo. Mancano Locatelli (menisco), Çelik (bicipite femorale), González (soleo), Thuram, Grabara, Sarr (adduttore) e Yıldız, che ha una frattura al metatarso e tornerà in gruppo non prima dei primi di dicembre. Spalletti l'ha detto senza giri di parole: «Siamo in 13. Sarr non poteva giocare. Poi tutti che strillano 'Cambiaso non lo mettere' ma non abbiamo altri. Mi faceva piacere farlo giocare, anche se non era andato benissimo mercoledì». Il Cambiaso che quasi nessuno voleva in campo ha poi servito a Boga il pallone del 2-0 all'87'.
Su un punto però non siamo d'accordo con l'allenatore. Ha detto anche «In questo momento non si può competere in niente, se non si riacquistano giocatori si sta in queste difficoltà». La prima parte della frase è vera, e quella della rosa corta è un'emergenza reale. Ma questa rosa l'ha rifatta d'estate la nuova dirigenza, con Massara all'area sportiva e Ottolini direttore sportivo: sono arrivati, fra gli altri, Vicario, Grabara, Çelik, Lucumí, Alajbegović, Woltemade, Sarr e Boga. Che dopo dieci giornate l'allenatore dica di avere 13 giocatori è una domanda da fare a chi ha costruito la squadra, non soltanto un problema di sfortuna. Il mercato riapre il 2 gennaio, e fino ad allora si possono tesserare solo svincolati. Proprio oggi l'assemblea degli azionisti vota un aumento di capitale fino a 250 milioni.
Intanto c'è l'Europa League, che non è un torneo da prendere sottogamba. La Juve finora ha battuto il NEC 5-0 e il Celta 2-1 e ha pareggiato 2-2 col Rennes. Carnevali ha detto chiaro che l'obiettivo è vincerla, e Woltemade in questa coppa ha segnato 3 gol in 3 partite. Dopo Alkmaar c'è la Fiorentina in campionato, ancora senza Yıldız, e poi la sosta dal 9 al 17 novembre.
Prima della sosta mancano due partite, e chi ha giocato col Napoli dovrà stringere i denti in entrambe.
Fonte: Quotidiano Sportivo




La parola alla Curva
Nessuno ha ancora parlatoPer commentare entra nella Curva — gratis, senza password.