«Ridateci la nostra Juventus»: i tifosi accolgono il pullman con cori e striscioni, poi il 2-0 al Napoli
Fuori dall'Allianz Stadium, prima di Juventus-Napoli, la contestazione ha accompagnato l'arrivo della squadra dopo il ko per 2-0 a Genova. In campo è arrivata una risposta, ma la richiesta dei tifosi resta quella.

«Rispettate la nostra maglia!». Il Napoli è arrivato all'Allianz Stadium dopo una serata di rabbia, non di festa. Al passaggio del pullman i tifosi hanno intonato «Noi vogliamo gente che lotta», e sugli striscioni c'era scritto: «125 anni di gloria, la nostra maglia è storia, ridateci la nostra Juventus».
Era anche il giorno in cui il club compiva 129 anni, con oltre 42.000 copie da collezione della fanzine «Hurrà Juventus» per lo stadio e uno spazio per i messaggi dei tifosi. Il compleanno si è incrociato con una piazza che non voleva sentirsi dire che l'importante è crescere: voleva vedere sudore.
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Il bersaglio della protesta è chiaro: il ko per 2-0 a Genova del 28 ottobre, con la Juve al 63% di possesso e 16 tiri, ma senza la fame di chi gioca per qualcosa. Lo ha detto lo stesso McKennie: «Il Genoa ha lottato, noi no». Lo aveva detto il giorno stesso Spalletti, chiedendo scusa ai tifosi. E Giovanni Carnevali aveva riunito la squadra alla Continassa con il «Ricordatevi che siete alla Juve!».
Una piazza che non si accontenta
La contestazione di domenica non nasce dal nulla. Prima del Napoli la media punti in casa era di 1,75 a partita, la più bassa da quando si gioca all'Allianz Stadium, e dalla fine della scorsa stagione le vittorie in campionato allo Stadium erano due, con Parma e Atalanta. Lo 0-3 con la Lazio si era chiuso con lo stadio che fischiava. Il 10 ottobre la Curva Sud aveva fatto un corteo contro sanzioni e dirigenza, e contro la Lazio non era presente.
Poi la squadra ha risposto: 2-0 con Alajbegović al 70' e Boga all'87', 18 tiri a 7 e 13 corner a 4, e il secondo ko interno consecutivo, che non capitava dal marzo 2011 con Delneri, evitato. Ma noi non facciamo finta di non vedere come è andata: il gol è arrivato dopo il 59' di Zhegrova e solo con il Napoli in dieci. Il coro «gente che lotta» chiedeva più di una partita decisa dalla panchina.
Per questo la risposta dei tifosi va letta con lucidità. Sono 17 punti dopo 10 giornate, il 7° posto e sei punti dal quarto, il Como a 23. La piazza che ha cantato davanti al pullman non chiede lo scudetto a novembre: chiede di riconoscersi nella maglia. Il banco di prova è subito giovedì 5 novembre alle 21 ad Alkmaar, in Europa League, senza Yıldız. Poi sarà la volta della Fiorentina, prima della sosta.
Fonte: La Stampa




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