Domenica 1 novembre 2026 · Serie ASito non ufficiale dei tifosi bianconeri
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Spalletti si gioca la panchina contro il Napoli, e Conte è libero da maggio

Stasera alle 20:45 all'Allianz Stadium la Juventus e il Napoli partono entrambe da 14 punti. Per Spalletti, dopo il 2-0 di Genova, la partita vale molto più della classifica. Dall'altra parte arriva un Allegri più tranquillo, anche se squalificato.

Luciano Spalletti
Luciano Spalletti — Foto: Quirinale · Attribution

A Genova Spalletti ha esaurito il margine d'errore. Il 2-0 del Ferraris, con Ehizibue al 12' e Baldanzi al 28', ha trasformato Juventus-Napoli, stasera alle 20:45 all'Allianz Stadium, in un referendum sull'allenatore. Il Napoli è appaiato a noi a 14 punti e l'ex ct non può sbagliare. Sulla sua panchina c'è un'ombra che ha un nome preciso: Conte.

Conte è senza squadra da maggio e la piazza lo chiede da giorni. Il 23 ottobre ha scritto: «Nessuna trattativa avanzata». Presa alla lettera, la frase smentisce una trattativa ma non chiude la porta a un'idea. Dall'altra parte, da John Elkann filtra la linea di andare avanti con Spalletti, e alla Continassa Carnevali ha ribadito che la proprietà sta con l'allenatore. Intanto però circolano già i nomi per la successione. Pioli farebbe il traghettatore, Simone Inzaghi e Farioli aprirebbero un nuovo ciclo, Deschamps si è detto disponibile. E la finestra indicata per un'eventuale svolta è la sosta, dal 9 al 17 novembre.

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Il 30 ottobre Spalletti ha compiuto un anno sulla nostra panchina e ha la stessa media punti di Thiago Motta. Ha un contratto fino a giugno 2028, ma conta poco quando ogni settimana si ricomincia da zero. Tudor fu esonerato con 12 punti dopo otto giornate, questa Juve ne ha 14 dopo nove. La differenza è tutta lì, due punti, ed è troppo poco per parlare di un progetto diverso.

Chi arriva più sereno è l'ex

Sull'altra panchina, almeno in teoria, c'è Allegri. È squalificato per due giornate e multato di 10mila euro, e stasera si siede solo se verrà accolto il ricorso d'urgenza. Eppure arriva a Torino con meno pressione di chi lo aspetta. Il suo Napoli ha appena vinto 4-1 a Monza e ci ha raggiunti in classifica, con una piccola serie positiva alle spalle. Gli manca Lobotka per la caviglia, e per Rrahmani e Anguissa, che hanno avuto l'influenza, si decide all'ultimo. Problemi veri, ma da gestire senza processi in corso. È la fotografia di due momenti opposti: l'allenatore che qui ha vinto uno scudetto torna senza ansia, quello attuale si gioca il posto.

In questi giorni la società ha dato la sua lettura: il modulo non c'entra, è mancata la voglia. Spalletti alla vigilia ha ripetuto la stessa parola. Ma la voglia non spiega tutto. A Genova abbiamo avuto il 63% di possesso e tirato 16 volte, solo 3 nello specchio, e siamo ultimi in Serie A per percentuale di tiri presi dentro l'area. Questo è un problema di come si costruisce l'azione e di chi c'è davanti. Ne rispondono chi allena e chi ha costruito la rosa, non solo i giocatori.

Resta una domanda scomoda, e la facciamo. Che valore ha una conferma se dipende da una partita sola? Se stasera va bene, Spalletti arriva alla sosta con una tregua. Se va male, tutte le dichiarazioni di fiducia di questa settimana diventano carta. E il quarto posto è a sette punti, non a una vittoria.

Dopo il Napoli arrivano l'AZ in Europa League e la Fiorentina, poi la sosta. Martedì 3 novembre, intanto, l'assemblea degli azionisti vota un aumento di capitale fino a 250 milioni. Il primo verdetto, però, arriva stasera.

Fonte: la Repubblica

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